mercoledì 30 dicembre 2009

...pensavo meglio...

Oggi, in preda al finto entusiasmo per il mio compleanno, avrei voluto ricordare tutto ciò che di bello è accaduto in quel lontano anno di piombo. La cosa più semplice è stata andare su Google e cercare la frase: "nel 1974 ci fu". Qualcosa di bello verrà sicuramente fuori! ho pensato ingenuamente. I risultati difatti sono stati abbastanza deludenti. Insomma, Nixon si dimise per lo scandalo Watergate, ci fu l'attentato di Piazza della Loggia, Solženicyn venne espulso dalla Russia, morì il presidente francese Pompidou, il governo Rumor entrò in crisi, l'Etna eruttò, e inoltre ho scoperto che:

- "Nel 1974 ci fu" una profonda recessione, che però non generò una forte ripresa;
- "Nel 1974 ci fu" l'esplosione di una bomba nella “White Tower” con un morto e 41 feriti;
- "Nel 1974 ci fu" la famosa crisi energetica che impose ai cittadini la domenica senza auto;
- "Nel 1974 ci fu" nella contea di Humboldt nel Nevada un'ondata di mutilazioni di animali;
- "Nel 1974 ci fu" un fulmine, che colpì la chiesa del SS. Salvatore e fece crollare il soffitto a volta;
- nel 1974 ci fu l'attentato al treno Italicus;
- Nel 1974 ci fu un tentativo di furto che asportò il Tesoro di Canoscio;
- Nel 1974 ci fu una escalation di criminalità;
- Nel 1974 ci fu per la band un periodo pieno di sbandamenti. Tutti i membri ebbero seri problemi di dipendenza da droghe;

Sigh, dopo le prime tre pagine di risultati di Google mi sono arreso. Insomma, credo davvero che gli eventi migliori del 1974 si riducano alla messa in onda di Happy Days negli USA, all'ottenimento dell'indipendenza di Grenada dal Regno Unito e alla vittoria di Iva Zanicchi al Festival di San Remo. Pensavo meglio!

venerdì 18 dicembre 2009

...l'unto...

È finalmente entrato anche lui nel Pantheon delle vittime illustri. Come Malcolm X, Martin Luther King, Gandhi, Gesù Cristo. Anche lui ha sofferto, anche lui è frainteso e perseguitato, anche lui predica l'amore quale forza vittoriosa sul male! lui che ama tutti! lui che vuole solo il bene! Fratelli e sorelle, finalmente abbiamo anche noi il nostro messia! Oh gaudio! E se il suo dolore servirà a salvare il mondo dal male, ebbene che questo sia! non avrà sofferto invano! "Dell'Utri! Dell'Utri! perché mi hai abbandonato?!" ... no, no sia fatta la volontà di Alfano, non quella dei giudici rossi! Chi non ha mai corrotto scagli la prima pietra! Lasciate che le gnocche vengano a me! Vittorio Mangano, su di te fonderò la mia villa! Ghedini, quello che devi fare, fallo presto! Se qualcuno ti getta una statuetta nei denti, tu sali sul predellino! Date a Mediaset quel che è di Mediaset! Andate, candidatevi nel PDL, moltiplicatevi e predicate! Io sono il miglior unto del Signore degli ultimi 150 anni!!!

«Se cambiano i toni, il mio dolore non sarà stato inutile. Vi benedico nel nome di Dell'Utri, di Mangano e dello spirito di Sandro Bondi. Scambiatevi una bustarella, in segno di pace.»
(Silvio Berlusconi)

martedì 15 dicembre 2009

...che due Maroni...

Che poi da uno che si chiama "Maroni" che cosa c'è da aspettarsi se non delle emerite coglionate?
Il nostro illuminato Ministro degli Interni non è nuovo alle maronate. Si intende talmente tanto di tecnologia e di Internet da aver proposto, qualche tempo fa, un "IP unico" per tutti gli utenti della Rete; cosa che fece ovviamente sganasciare dal ridere chiunque di informatica ci capisca anche solo un briciolo e che ricordava molto da vicino l'ignobile proposta di schedatura dei bimbi Rom. In buona sostanza, dico io, se stai acquisendo informazioni su di me che ti riconducano univocamente a me, allora mi stai schedando e se mi stai schedando stai tracciandomi a priori, in vista di possibili reati. Questo significa sovvertire uno dei principi fondamentali del nostro diritto penale che è la presunzione d'innocenza. Ma come aspettarsi che questo buon leghi-fascista sappia cos'è la "solidarietà sociale" e la "funzione della Repubblica di riconoscere i diritti oggettivi di ciascuno" come statuito dall'articolo 2 della legge fondativa dello Stato italiano?
A seguito del piccolo duomo arrivato sui denti di Mister B., ne ha sparata un'altra, Maroni, di maronata. Ha affermato (cito Repubblica di oggi): «Stiamo valutando di oscurare i siti internet che incitano alla violenza. La possibilità che tutti hanno di mettere sul web messaggi che inneggiano alla violenza è un problema serio. Questo è un reato, si chiama istigazione a delinquere e deve essere perseguito». Innanzitutto non capisco perché se, come è vero, istigare alla violenza è un reato, si sta valutando solo ora di oscurare questi presunti siti web. Se è un reato, è un reato e basta, si oscurerà un sito quando si riscontrerà che delinque. Perché valutare la cosa proprio ora? In secondo luogo: ho il forte sospetto, considerato che molti idioti già vanno in strada con striscioni con su scritto "Di Pietro, il mandante sei tu", che il termine "violenza" per Maroni e i suoi accoliti possa assumere un significato molto particolare e molto pericoloso; considerato che l'atto di un folle viene, al di fuori di ogni logica, attribuito al clima politico surriscaldato, non sarà che il concetto di "violenza", come concepito da Maroni, aderisca inopinatamente a quello di "aspra critica verso il governo" e che quindi l'atto di oscurare (che già da solo ricorda il fascimo) i siti che istigano alla violenza diventi, tutt'a un tratto, quello di censurare chi la pensa diversamente e lo fa con toni legittimi benché aspri?

Caro Ministro Maroni, l'unica cosa intelligente che lei possa fare è oscurare il suo dannoso cervello. E adesso mi oscuri.

domenica 13 dicembre 2009

...e le chiamiamo "bestie"...

Sarah Brosnan e Frans de Wall sono due ricercatori dello Yerkes National Primate Research Center dell'Emory University e studiano i comportamenti dei primati. Da alcuni esperimenti da loro svolti è venuto fuori che i bonobo, una razza di scimpanzé vivente in Congo, percepiscono la parzialità nei trattamenti e sono in grado di protestare per essa: se a tutti i membri di un gruppo viene offerta la stessa quantità di cibo al fine di svolgere un lavoro, tutti collaborano volentieri. Ma se anche ad uno solo di essi viene dato del cibo in quantità inferiore agli altri, ecco che nasce il risentimento, la scimmia penalizzata si offende e non esegue il compito. Allo stesso modo, i due ricercatori hanno osservato che un membro di un gruppo rifiuta il cibo (pur essendone molto ghiotto) se agli altri membri presenti non ne viene offerto in pari quantità. I bonobo sono gli scimpanzé più simili a noi: abbiamo in comune il 98% del codice genetico. Ora si scopre in cosa consiste quel 2% di differenza: nel senso innato di giustizia che loro posseggono e noi no. E le chiamiamo "bestie".

mercoledì 9 dicembre 2009

...siamo in buone mani...

Il pentito Gaspare Spatuzza, altrimenti noto come U' Tignusu, ha deposto in questi giorni circa le varie nefandezze compiute dalla mafia negli anni passati. Ha scodellato i suoi segreti agli ansiosi magistrati. Leggendo l'articolo di Repubblica di oggi "I segreti di Spatuzza" trovo un periodo che mi lascia a dir poco sconcertato: «Tramite la 'ndrangheta abbiamo acquistato delle armi, due mitra, due machine-pistole ed un lanciamissili. Era un carico di armi per fare un attentato al procuratore Caselli. Questo lanciamissili era custodito in un magazzino della nostra famiglia che venne poi perquisito dalla Dia. Era nascosto nell'intercapedine di un divano e non fu trovato». Eh??! ma stiamo scherzando?? la Direzione Investigativa Antimafia manda i suoi uomini a perquisire (sottolineo: perquisire) un magazzino in mano alla mafia e questi non trovano un lanciamissili (sottolineo: lanciamissili) nascosto nell'intercapedine di un divano??!...
Siamo in buone mani ragazzi...

domenica 6 dicembre 2009

"Conquisti il tesoro senza colpo ferire"

Venticinque anni fa io ero un bambino. Passavo tanto tempo di fronte all'Olivetti M20 di mio padre, sul quale ho imparato a "strimpellare" le prime note di programmazione. Era il tempo in cui nessuno possedeva un computer o sapeva cosa fosse. Per intenderci, l'M20 era una macchinuccia che allora avrebbe fatto apparire gli odierni elaboratori come supercomputer della Nasa. Ma a me bastava e avanzava. In particolare c'era un gioco d'avventura che mi faceva impazzire, si chiamava "La Caccia nella Grande Foresta Incantata". Ricordo d'aver speso ore e ore davanti a quella misteriosa scacchiera, tra alberelli, castelli e locande. Era un piccolo mondo magico in cui la mia fantasia di bambino spaziava allegramente. Nella mia mente echeggia quel "Conquisti il tesoro senza colpo ferire" del cui "senza colpo ferire" ignoravo il significato. Col tempo ho scoperto che quel giochino divertentissimo constava solo di poche righe di codice BASIC ma, pur apprendendone la vera natura, la sua magia non si è mai spenta ed ancora oggi che la programmazione è il mio mestiere leggo quel listato ingarbugliato con lo stesso fascino e la stessa ammirazione dei miei dieci anni. Temo non saprò mai chi sono E. Petrelli ed A. Vercesi che il 15 dicembre del 1983 decisero di inventare questo gioco. Non saprò mai se siano uomini o donne, alti o bassi, magri o grassi, ma questo post lo dedico a loro: grazie! grazie E., grazie A., grazie per aver allietato le mie giornate di bambino!...

giovedì 12 novembre 2009

...liberitutti...

Quello che sta accadendo in queste ore in Italia è la realizzazione del sogno berlusconiano; anzi, del sonio come lo chiamava lui quindici anni fa, seduto alla sua scrivania, l'immagine quasi onirica con capelli e doppiopetto, sfumatura Beautiful. Blaterava circa i suoi intenti per un mondo migliore e prometteva milioni di posti di lavoro mai visti. E il sonio si sta realizzando sul piano materiale e su quello spirituale. Materialmente, il miserabile, torbido, satiro lascivo che ci governa - compresi i suoi degni accoliti - sta riuscendo a costruirsi un'infrangibile campana di vetro entro cui proteggersi fino alla fine dei suoi giorni (che spero davvero sia vicina). L'ennesima leggina ad personcinam che, a dispetto di tutti i difetti di incostituzionalità sollevati per almeno due operazioni di cotal genere già avvenute, sta prendendo forma e sostanza in queste ore serve proprio a proteggere la sua di personcinam. La tecnica del feroce suddito-difensore Ghedini ormai si è capita: è quella del sicario mafioso che protegge il suo boss. Sta preparando una bomba giudiziaria, qualcosa che quando esploderà farà morire tutte le pendenze a carico del suo amico/cliente/protetto e con esse una miriade, un mare, un oceano di altre: me ne frego!. È proprio come il picciotto che, pur di ammazzare la vittima designata, apre il fuoco sulla folla e fa strage di corpi. Ammazza sicuramente chi dice lui e chi se ne frega se col morto voluto se ne vanno all'altro mondo una decina di innocenti. In una parola? "devastante". Come ha definito l'Associazione Nazionale Magistrati questa nuova operazione legislativa? "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". Sul piano spirituale questo progetto si sta realizzando perché il miserabile, torbido, satiro lascivo che ci governa - compresi i suoi degni accoliti - è riuscito a sovvertire scaltramente le regole del gioco: non fu lui a buttarsi in politica appena avvertì puzza di bruciato, sono i giudici che lo perseguitano da quando è "sceso in campo". Come è possibile fidarsi di magistrati stravaganti che sono evidentemente intrisi di atavico bolscevismo?
In sostanza, il messaggio accolto e assorbito dai pecoroni italici è il seguente: se si indaga su esponenti del PdL, la cosa è sospetta, evidentemente in Procura c'è qualcosa che non va. Questo è tanto più apparente se si pensa che in queste ore il campione d'onestà ha stretto la mano a Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Quest'ultimo, anziché dimettersi, com'è giusto che sia anche per il solo sospetto che pende sulla testa di chi ha una accusa del genere, rimane in piedi, rinsaldato e rinfrescato dalla vigorosa stretta di mano del premier, che corre ad infondergli tutta la sua solidarietà: bravo! non mollare! ci penseranno i miei trenta senatori a sollevare il legittimo sospetto verso la procura della Repubblica di Napoli (Su Repubblica di oggi: "I senatori chiedono un'ispezione urgente alla Procura di Napoli e sollevano pesanti dubbi sulla corretta gestione di quell'ufficio chiedendo di conoscere anche se i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l'equidistanza e l'indipendenza dei magistrati che procedono alle indagini"). Metà degli italiani, questo mezzo popolo di coglioni (attenti, è par condicio: lui ha dato dei "coglioni" agli elettori di sinistra) non si rende conto che ogni volta che plaude a questo uomo miserabile, ogni volta che acclama questo viscido scherzo della natura, ogni volta che benedice la sua presenza, la protezione di costui si rafforza: il vetro della sua campana diventa sempre più infrangibile, tra gli sghignazzi suoi e dei suoi degni accoliti protetti all'interno. Gli italiani applaudono e applaudono e applaudono, affascinati da uno charme da capomafia, e intanto quando pioverà la merda (perché un giorno la merda pioverà su questo triste paese) si inzupperanno di letame fino alla testa, mentre lui - e i suoi degni accoliti - avranno i doppipetti puliti. Si sa a che cosa serve la legge che si sta approvando in queste ore: ad allargare le sbarre delle carceri e a rendere più resistenti le lenzuola da annodarci. Liberi tutti! Non proprio tutti, però: solo i privilegiati; che i poveracci vi marciscano dentro.

mercoledì 11 novembre 2009

...uomoscontro...

Va bene che per molte persone il prossimo è una presenza ingombrante, ma da qui a scaraventartisi addosso come l'orribile donnone biondo alto due metri e ottanta che stamane, nella pullulante metropolitana romana, si è diretta a passo d'oca contro di me, investendomi, ce ne passa. Le ho indirizzato una cinquantina di sani bestemmioni mattutini, ancor più carichi d'odio per via del mio torpore notturno non del tutto estinto e dei crampi ad uno stomaco ancora vuoto. L'ho individuata subito come una di coloro che tracciano un tragitto virtuale e lo seguono alla lettera non derogando mai dalla propria rotta di collisione. Neanche a pagarli oro. E allora, come spesso accade, mi si è accesa una lampadina; ho pensato se non possa essere anche questa una piccola metafora della vita: persone che non scendono mai a compromessi, non si fermano di fronte all'altro, non cedono il passo, che non ci penserebbero due volte a calpestarti per un proprio interesse. Mi sono chiesto se questo sporco mondaccio non sia in fondo che la grande giostra dell'uomoscontro, un posto dove è possibile evitare gli altri o urtarli violentemente. A voi la scelta. Ma un avvertimento: non è detto che si vinca sempre nel primo caso.

martedì 10 novembre 2009

...attenti allo squalene!!...

Si fa un gran parlare in questi giorni di vaccinazione contro l'influenza A e tutti gli italiani, da gran pecoroni che sono, corrono a farsi iniettare il magico elisir salvavita. Si proteggono contro quello che sembra essere il male del secolo e invece è solo una comunissima influenza, molto blanda e di gran lunga meno pericolosa della comune influenza stagionale. L'unica ragione veramente valida per vaccinarsi, a detta di alcuni medici, è evitare che il virus si ricombini con quello di altri ceppi influenzali e potenzi gli effetti dannosi ma... ...quanti sono quelli che si chiedono, in queste ore, che cosa contenga effettivamente tale magico vaccino?
Come tanti (o pochi?) sanno, i vaccini contengono virus morti oppure vivi ma indeboliti. Molti vaccini, però, incluso quello per la febbre porcella, contengono immuno-adiuvanti come alluminio e squalene. Questi additivi "energizzano" il vaccino, gli danno il turbo e gli consentono di agire più velocemente. Essendo una sorta di "diluenti" chimici, essi consentono di ridurre la quota di vaccino effettivo per la singola dose e quindi produrre molte più dosi del normale. Ora, il fatidico squalene è presente naturalmente nel corpo umano, nel sistema nervoso e nel cervello. Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come molecola d'olio indigena del corpo e ne sfrutta le caratteristiche antiossidanti. Il problema nasce quando lo squalene viene iniettato nel corpo. Il sistema immunitario riconosce questa via d'introduzione della sostanza come anormale e aggredisce l'intruso. Non solo quello iniettato, però, ma tutto lo squalene! le difese naturali tentano di proteggere l'organismo e quindi distruggere questa sostanza ovunque essa si trovi, anche in zone vitali. Dopo aver appurato che la presenza di squalene nei vaccini contro l'antrace, distribuiti ai soldati americani durante la Guerra del Golfo, causò una sindrome (chiamata appunto
Sindrome della Guerra del Golfo), la Food and Drug Administration statunitense ne ha vietato l'utilizzo nei vaccini contro l'influenza A distribuiti negli USA. In Europa, invece, verrà utilizzato. Meditate gente, meditate. In due parole (anzi tre): Attenti allo squalene!

mercoledì 4 novembre 2009

...quei comunisti di Harvard...

D'altronde si sa che Harvard è piena così di comunisti!

Da:
http://www.nieman.harvard.edu/newsitem.aspx?id=100126

At a time of grave jeopardy for freedom of the press in Italy, La Repubblica, under the editorial guidance of Ezio Mauro, has courageously insisted in its pages that government must be accountable to the citizens and that the role of the press is to demand that accountability.

Despite threats, economic pressure and lawsuits seeking millions in damages, La Repubblica has continued to lead the fight for making power accountable and has inspired hundreds of thousands of Italians to join the fight for genuine press freedom.

For his courage in leading La Repubblica so honorably and bravely in these perilous times, the Nieman Foundation for Journalism at Harvard University and the Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy at Harvard’s Kennedy School of Government present this citation to Ezio Mauro. It is awarded in hope and belief that the fight for press freedom in Italy will prevail.


- Robert H. Giles, Curator, Nieman Foundation for Journalism at Harvard
- Alex S. Jones, Director, Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy

martedì 3 novembre 2009

...m'arrasso!!...

Onestamente non capisco tutta la gran caciara da buoncostume che si sta facendo attorno al caso Marrazzo. Giornalisti in motorino che, all'insegna del diritto di (una fin troppo facile) cronaca, imboccano i vialoni romani a tarda notte ed intervistano questi enormi canotti brasiliani, curve siliconiche e amandaleareschi timbri vocali, alla ricerca della verità vera. Trasmissioni incentrate sul tema, lunghi dibattiti, questioni spinose che vengono a galla. E il povero ex governatore che non sa che fare, fugge come un topolino impaurito: cospargere il capo di cenere? andare a Canossa? chiedere venia? ritirarsi in clausura spirituale? legarsi due sacchetti di ceci alle rotule e salire le scale di casa, da oggi in poi, sulle ginocchia?. Ma dai! e che sarà mai?!... fossi stato al posto suo avrei ammesso candidamente: "a rega', famo a capisse, a me me piace er pupparuolo! me piace pippa' e se la cosa non ve sta bbene arrivedervela!". Ha sbagliato, il Marrazzone (all'epoca mandato da Rai Tre a castigare i matti) a non ammettere subito le sue colpe e dimettersi seduta stante, lasciando il ruolo istituzionale senza suscitare troppi clamori. D'altronde, avrebbe dato un bell'esempio al vecchio bavoso salace nano satiro lascivo, l'"impunibile lordo" che ci governa. Avrebbe tramesso il messaggio che non si può, quando si ricopre un ruolo ufficiale, fare del proprio letto una questione privata. Non si può usare il patrimonio di tutti (automobile o aereo che sia) per i propri puttantour. Non si può scialacquare denaro in attività illecite ed alimentare il mercimonio dei corpi. Non si può neanche se si è, semplicemente, "utilizzatori finali". Per fortuna il caro Piero appartiene allo schieramento politico avverso, altrimenti già figuro Alfano e Ghedini progettare un possibile "Lodo Marrazzo": impunità per le più alte carico dello Stato che vanno a femminelli. L'unica cosa positiva di questa solita cagnara italica è il concepimento di una nuova barzelletta che gira per tutto lo stivale: quella su Ford Escort e Ford Transit. Bellissima.

giovedì 29 ottobre 2009

...scelta giudiziosa...

Vorrei proporre a questo omuncolo di scegliersi i giudici, a suo modo di vedere, in grado di sentenziare su di lui. Considerato che la maggioranza dei togati non ha pregiudizi, come egli stesso afferma (lui, si sa, è perseguitato da una minoranza ammorbata dal "Comunismo") immagino che esista un manipolo di degni magistrati (benché antropologicamente diversi anch'essi) in grado di giudicarlo, a parer suo, imparzialmente. Ovviamente dovrebbe solo farne i nomi, né vederli (per non affascinarli col suo sguardo da cantante navigato), né toccarli (per evitare di ungerli, lui che è il "Cristo", l'Unto del Signore, con quell'olio particolare che ha forma di banconote). Ma a quel punto, una volta compiuta la scelta giudiziosa, una volta lasciate le toghe nere decidere sul di lui destino, accetterebbe la sentenza? sconterebbe la sua pena nelle patrie galere? in pigiamino a strisce? marcendo sotto un sole a scacchi, come giusto che sia? Per dirla con una metafora aulica: si toglierebbe una volta e per tutte dalle cosiddette "palle"?

giovedì 11 giugno 2009

...e ora imbavagliateci tutti...

È fatta: la Camera ha approvato il tanto agognato disegno di legge sulle intercettazioni; la manna che Sua Bassezza ha tanto desiderato sta prendendo forma e sostanza di legge. Manca solo il Senato, ma non si può essere ottimisti. Persino 21 franchi tiratori dell'opposizione lo hanno votato. Siamo alla frutta. Nonostante il "profondo disagio" espresso ieri dalla maggioranza dell'opposizione al Capo dello Stato, nonostante l'Associazione Nazionale Magistrati abbia decretato la fine della morte del diritto penale, nonostante l'oggettiva uccisione della libertà d'informazione (tra cui anche quella dei blogger), nonostante le evidenti falsità tirate fuori dal premier riguardo i consumi di risorse dell'attività d'indagine basata sulle intercettazioni (come sottolineato oggi su Repubblica da D'Avanzo); nonostante tutto ciò, la tessitura di questo orribile bavaglio è agli sgoccioli: presto saremo incapaci di opporci, anche solo a parole, all'attività di questo governo totalitario.

Il mio gruppo su Facebook: E ora imbavagliateci tutti....

Firmate l'appello di Repubblica: "I giornali hanno il dovere di informare. I cittiadini hanno il diritto di sapere"

venerdì 29 maggio 2009

...ordine disordinato o disordine ordinato...

«un funambolo può restare in equilibrio solo compiendo costantemente dei movimenti irregolari con la sua asta (lo stesso vale per i movimenti del tutto simili compiuti col manubrio della bicicletta). Se ci si proponesse di perfezionare lo stile del funambolo, afferrandone l'asta e impedendo quei disordinati aggiustamenti, egli perderebbe subito l'equilibrio e precipiterebbe. Abbastanza ovvio, non è vero? Sì, ma solo nel caso dei funamboli e dei ciclisti. In tutti gli altri ambiti di vita siamo ben lontani dal capire che l'ordine senza una componente di disordine diviene pericoloso, poiché soffoca ogni possibilità di ulteriore evoluzione» (Paul Watzlawick)

martedì 19 maggio 2009

Il cavaliere impunito

Riporto l'articolo Il cavaliere impunito, apparso oggi su Repubblica, a firma di Massimo Giannini. Lo trovo meravigliosamente sintetico e lo sottoscrivo parola per parola:

«Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell'abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il "de profundis" per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un'osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l'afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell'"antiberlusconismo" o del "giustizialismo".

Questo è un Paese dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall'ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come "atto fondativo" della nuova legislatura.

Ora, di quell'ennesimo colpo di spugna preventivo si comprende appieno la ragion d'essere. Secondo i giudici milanesi, l'avvocato inglese incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. "Mentì per consentire a Berlusconi l'impunità", recita un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni. Un'accusa gravissima. Una prova schiacciante. Dalla quale il Cavaliere, guardandosi bene dal difendersi nel processo, ha preferito svicolare grazie al salvacondotto di un'altra legge ritagliata su misura, e ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. Perché dietro la formula enfatica che dà il titolo al Lodo Alfano (cioè la "sospensione dei processi per le Alte Cariche dello Stato") è chiaro a tutti che l'unica carica da salvare era ed è la sua. "Riferirò in Parlamento", annuncia ora Berlusconi. Bontà sua. Pronuncerà l'ennesima, violenta invettiva contro le toghe rosse e la magistratura comunista, "cancro da estirpare" nell'Impero delle Libertà. E invece basterebbe pronunciare una sola parola, quella che non ascolteremo mai: dimissioni

giovedì 30 aprile 2009

incaute riproduzioni

Mai come alle 9 di mattina su un autobus romano affollato viene da chiederti perché proprio tu, cauto scapolo senza prole, debba sorbirti i fastidiosi, rumorosi frutti delle incaute riproduzioni altrui. Perché io, ben lungi dall'accoppiarmi così da riprodurmi, debbo essere infastidito da una frotta di marmocchietti tutti uguali che strillano senza tregua mor-ra ci-ne-se! mor-ra ci-ne-se! a poche ore dall'alba? Perché non devo poter leggere il mio libro in santa pace, chiudendolo in uno sbuffo stizzito? Perché la tanto agognata metropolitana, le poche fermate che mi condurranno a lavoro e che - si spera - mi consentiranno di leggere almeno un paragrafo, deve invece tramutarsi in un inferno di marmocchiaggine, un intero vagone di mocciosi urlanti in cappellino e tesserino con foto appeso al collo? Di che colore è il telefono che devo chiamare se un fanciullo mi molesta?

sabato 18 aprile 2009

nanoentomofobia

Il piccolo Signor B. investe molto del suo tempo a scacciare quelle mosche fastidiose, suoi amati nemici, che gli zampettano sull'epidermide, che si risollevano in volo ad un suo schiaffo e si ripoggiano da un'altra parte, solleticandolo di nuovo. Il piccolo Signor B., che negli anni si è ricoperto di escrementi, impreca contro questi insetti con l'obiettivo che tutti si accorgano, presto o tardi - è tanto evidente! - che essi, «antropologicamente diversi dal resto della razza umana», non sono poi così legittimati a fare il loro - ammettiamolo - fastidioso lavoro.
A lui fa comodo che gli altarini restino coperti e che si diffonda, soprattutto, la coscienza che debbano esserlo.
Ecco quindi lo scandaloso invito di oggi alle zanzare a non succhiare, cortesemente, il sangue dai veri responsabili del terremoto per poi inzupparne i tipi dei giornali. Non è il caso.
È la stampa di regime bellezza!

mercoledì 15 aprile 2009

...e sticazzi?!!

Ma, dico io, con tutti i problemi che ha il Paese in questo periodo, considerate anche le diecimila scosse telluriche che hanno annientato l'Abruzzo in una settimana, i pennivendoli italici non hanno nient'altro da fare che inseguire quarantasettenni obbrobriose che cantano come usignoli?... la casalinga britannica canta bene!, dicono, e uno sticazzi!! non ce lo vogliamo aggiungere??! non sarebbe l'ora di richiamare all'ordine questi scribacchini?... o si è forse solo bravi, nelle tribune politiche, a scansare accuratamente la trattazione di come certa edilizia abbia tirato su i suoi giganti dai piedi d'argilla, perché, che diavolo!, ci sono circa trecento morti da rispettare e non è il caso, per decenza, di fare polemiche! Non è forse decenza anche impedire che certi dilettanti della penna si dilettino, appunto, in tali scemenze su quotidiani nazionali?!

lunedì 13 aprile 2009

una certaine idée de la religion

Sta bene l'estrosità degli artisti; sta pure bene che all'estero sono liberi di esprimersi, su certi temi, più che da noi (o meglio: diversamente che da noi). Devo però ammettere che quando ho visto il Nazareno spodestato dalla croce e messo su una sedia elettrica ho capito, vittima della mia italianità, perché l'articolo di Repubblica asseriva "Cristo sulla sedia elettrica: la scultura scuote la Francia". Ero sicuro d'aver compreso. Davo quindi per scontato che l'estroso britannico in questione avesse esternato in un museo o in un luogo di cultura alternativa qualsiasi. Macché! guardando le foto ho capito che trattasi nientepopodimeno che la cattedrale di Gap! cioè costui ha esposto in una chiesa! e il vescovo è contento! e i fedeli sono contenti!
Sono scosso, sono troppo italiano per poter comprendere. Ma ci pensate (e nel dire questo bisogna immaginarmi con le mani tra i capelli, gli occhi sgranati e il sorriso retorico) che cosa sarebbe successo nel Bel Paese se un artista si fosse anche solo azzardato a proporre una cosa del genere? Mon Dieu quanto stanno avanti questi francesi!
Rimane ancora un mistero: se è vero quel che dice il vescovo, monsignor Jean-Michel di Falco, ovvero che "quest'opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso" e se è vero che (come riporta Repubblica stessa) i commenti dei fedeli e dei visitatori sono in gran parte favorevoli all'iniziativa, se è vero, cioè, che, sempre come riporta il giornale nostrano, le reazioni sono state "in maggioranza positive", come si spiegano i vari "la scultura scuote la Francia" e "polemiche in Francia"? che i giornalisti de La Republique siano un po' incoerenti?

sabato 21 marzo 2009

Dov'è Dio?

Sono molti gli eventi accaduti nella storia dell'uomo ad ispirarmi questa domanda.
Leggo sul Corriere e su Repubblica che oggi, per la visita papale in Angola, si è deciso di compiere due sacrifici umani: per la ressa di chi voleva assolutamente vedere il sant'uomo, due ragazzi sono morti e i feriti ammontano a otto.
Dov'è Dio? toccherebbe chiederselo un po' più spesso. E magari trarre le giuste conclusioni.
Il buon Ratzy stigmatizza i popoli africani per le loro ridicole credenze in magie e stregoni e poi avalla con serietà ed autorevolezza gli esorcismi. Vorrei chiedergli come si farebbe poi a distinguere se sono posseduto da Belzebù o da un misero Poltergeist.
Dov'è Dio? esorcizzatelo, oggi era evidentemente impegnato con un folletto maligno.

giovedì 19 marzo 2009

Mai detto questo: dieci citazioni arcinote e inesatte

Traduco l'articolo Never said it: 10 famously inaccurate quotes pubblicato da Daniel Filkenstein sul suo blog:

Facendo seguito al mio post su Voltaire e la sua falsa affermazione «Non sono d'accordo con quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo», ecco altri dieci noti personaggi che non hanno mai pronunciato ciò che più frequentemente viene loro attribuito:

Sherlock Holmes: Elementare, mio caro Watson!
Eccezion fatta per il fatto che non lo è. Il più noto residente di Baker Street non ha mai usato queste parole nei libri originali. Nondimeno, nulla ha vietato ai suoi interpreti sullo schermo di farlo.

Edmund Burke: Tutto ciò che è necessario per il trionfo del bene, è che gli uomini di bene non facciano nulla
E nulla è esattamente ciò che lo statista in questione ha a che fare con questa frase. Bisogna prendersela con il libro Bartlett's Familiar Quotations per la prima erronea attribuzione. Quelle parole non appaiono in alcun lavoro di Burke.

Benjamin Franklin: Al mondo non c'è nulla di certo, tranne la morte e le tasse
Franklin potrebbe aver fatto sua la frase ma, diversamente da tanti altri motti di spirito, non è stato lui a tirarla fuori. Secondo una fonte, Christopher Bullock fu il primo a metterla nero su bianco. Nel 1716 egli scrisse «È impossibile essere certi d'alcunché, meno che la Morte e le Tasse».

G.K. Chesterton: Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto
Ma non dovrebbe credere che Chesterton l'abbia detto sul serio.

John Maynard Keynes: Quando cambiano i fatti, cambiano le mie opinioni. Lei che fa signore?
Keynes
potrebbe anche essere l'uomo del momento, ma fate attenzione prima di usare questa frase. Samuel Brittan è tra coloro che credono che Keynes non l'abbia mai detta, relegandola ad un banale errore d'attribuzione. La frase in questione, insiste Brittan, fu probabilmente «Quando cambio idea io lo dico; e voi?»

Casablanca: Suonala ancora Sam
Più passa il tempo e sempre più persone credono che Ingrid Bergman abbia usato questa frase in Casablanca. Peccato che non l'abbia mai fatto.

Vladimir Lenin: Utili idioti
La formula potrebbe essere entrata nel lessico politico dell'Unione Sovietica ma non c'è nessuna indicazione che provenisse da Lenin. La stessa Library of Congress ha dichiarato pubblicamente che non v'è traccia di essa nei lavori di Lenin.

Jim Callaghan: Crisi, quale crisi?
Questa si deve al Sun. Il loro titolo tagliente potrebbe aver riassunto lo stato d'animo generale all'epoca, ma ha anche addossato a Callaghan ciò che egli non ha mai detto.

Platone: Solo i morti hanno visto la fine della guerra
Questa frase apre in maniera memorabile il film Black Hawk Down ma, nonostante la forma d'epigramma, non ha niente a che vedere con Platone. Invece l'ha messa nera su bianco George Santayana nel suo Soliloquies in England del 1924. Il generale Douglas MacArthur è responsabile d'aver fuorviato l'intero corpo dei cadetti dell'accademia di West Point, citandola nel suo discorso d'addio del 1962.

Winston Churchill: Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale e vi mostrerò qualcuno senza cervello
Nessuno può accusare Churchill di porci dei limiti sul fronte delle ottime citazioni. Ma questa famosa frase, declinata in diverse varianti, non è una delle sue creazioni. Il dibattito su chi l'ha tirata fuori per primo è ancora acceso. George Bernard Shaw? Disraeli? Otto von Bismarck? Le vostre risposte su una cartolina postale.

bigbillbroonzyzation

In una stanzetta di un quinto piano... sotto un cielo plumbeo pieno di nubi arruffate... guardando il totem rosso e bianco che si erge in mezzo ad un mare d'erba e cerca di acchiappare chissà che, con le sue grandi orecchie grigie e cilindriche... nell'aria gonfia di fredda elettricità, due ali nere che battono lontane e fuggono via... non si può fare altro che bigbillbroonzyzzarsi, contemplando la caducità della vita...

domenica 15 marzo 2009

il peso della famiglia

Tu conosci una ragazza, la trasformi in tua moglie, te la carichi sulle spalle e affronti un percorso ad ostacoli che, tra mille difficoltà, ti condurrà alla meta. O così si spera.
Non è facile, ovviamente; tanti sono gli inconvenienti che si incontrano sulla strada, ma bisogna affrontarli con tenacia, tenendosi ben stretti l’uno all’altro, cercando di non cadere.
La forza collante dell’amore può fare miracoli, d’altronde.
La prova da affrontare non è banale: bisogna che tu sostenga la tua donna, che tu sia forte e bravo a reggere gli alti e bassi, verso un sicuro traguardo di felicità. Per tutta la durata di questa magnifica avventura non devi mai abbandonare la tua dolce metà, pena perdere la partita. Devi stare molto attento a che lei non incorra in pericoli e possa farsi male o ferirsi. È facile che, per una debolezza del momento, le cose vadano a rotoli. D’altronde si sa come sono le mogli: un colpo di testa e i giochi sono fatti.
Abbi cura di lei, difendila, proteggila, tienila legata a te e vedrai che vincerai questa importante sfida!
Ah, ti verrà a costare 50 euro circa. Devi fare tutti i 253 metri e mezzo nel minor tempo possibile ed è meglio che la tua signora metta un casco (non si sa mai). Ti dò una dritta: lo stile migliore è quello estoniano. Allenati.
Attento perché si può essere squalificati facilmente.
Si vince una coppa.
E sì, perché di che credi che stia parlando? Si tratta di quello che io reputo il terzo gioco più scemo del mondo dopo il lancio del nano e il chess-boxing: il wife-carrying è apprezzatissimo in tutta la Scandinavia.

Quando si dice il peso della famiglia!

the grave



And the rain fell like pearls on the leaves of the flowers
Leaving brown, muddy clay where the earth had been dry.
And deep in the trench he waited for hours,
As he held to his rifle and prayed not to die.

venerdì 13 marzo 2009

paraskavedekatriaphobia

"Gioacchino Rossini was surrounded to the last by admiring and affectionate friends; and if it be true that, like so many other Italians, he regarded Friday as an unlucky day, and thirteen as an unlucky number, it is remarkable that on Friday, the 13th of November, he died."
(Henry Sutherland Edwards, The Life of Rossini)

giovedì 12 marzo 2009

il mondo che verrà

È solo rimandata, l'Apocalisse prospettata da Fo, e la catastrofe, cui toccherà offrire un amaro benvenuto, avverrà senz'altro e ci coglierà necessariamente impreparati, vista la sordità da cui siamo afflitti verso le questioni ambientali. Un agrodolce inno all'ecologia, il racconto vivido di un'esperienza onirica, un'"opera buffa" sul mondo e sugli uomini destinati a cambiare, per via dell'esaurimento dell'oro nero. Il brillante e rassegnato saggio di un grande intellettuale, avvilito per la cecità dell'umanità, che corre verso il baratro come un branco impazzito di gnu.

lunedì 9 marzo 2009

buonanotte Vincent

Buonanotte con una canzone bellissima:



And when no hope was left in sight
On that starry, starry night,
You took your life, as lovers often do.
But I could have told you, Vincent,
This world was never meant for one
As beautiful as you.

laico, se lo conosci, lo eviti!

omofobia kebabbara

Ieri mi viene voglia di kebab, vado a prenderlo dall'egiziano sotto casa. Entra un ragazzetto, avrà avuto vent'anni, prende un pezzo di pizza, paga e se ne va. L'arabo mi fa: «Vedere gli "uomini-sessuali" mi offende sempre».
Accenno un sorriso e mi chiedo, conoscendomi, se riuscirò a sottrarmi alla tenzone dialettica, se potrò evitare di ficcarmi a testa dritta in uno scontro culturale tra oriente ed occidente.
«Come fai a sapere che è omosessuale?».
«La mia esperienza con il pubblico e poi» indica le tempie «ho i capelli bianchi».
«Be', ma non si può controllare» provo a ribattere.
Sono io l'ignorante. Lui mi spiega che alla TV araba (ah, certe perle di saggezza che ci perdiamo) hanno detto che probabilmente l'omosessualità dipende dal toccarsi le parti intime a scuola, tra maschietti. Mi comunica altresì che quando si entra da lui, a chiedere la pizza, non c'è atteggiamento soft che tenga, bisogna essere maschi, andare dritti e sicuri: «dammi questo pezzo qui!».
Peccato, il kebab non era male.

ritratto

«...un popolo di inetti, un popolo di zozzoni disorganizzati, inefficienti, caciaroni, pigri e incapaci che si fanno fottere e derubare da tutti i loro capoccia... vivono immersi nelle lordure... con stipendi da fame... ma basta che gli ammolli un festival di canzoni, un po' di telenovele... e loro, 'sti italioti, sono felici come coglioni in brodo.»
(Dario Fo, L'apocalisse rimandata)

sabato 7 marzo 2009

aleatorietà

Quello che mi sorprende sempre di Roma è il carattere aleatorio delle destinazioni. Si sale su un mezzo e non si sa se si seguirà la via prefissata, se si potrà scendere dove previsto. Il bus a un certo punto cambia tragitto, gira a destra; una signora dal fondo, perplessa, si fionda dritta come un siluro verso l'autista urlando indignata "scusi, ma perché ha deviato?".
"C'è la manifestazione!" rispondono tutti in coro. Lei fa il broncio, inghiottisce gli insulti al conducente e se ne ritorna al proprio posto. Godiamoci l'ennesimo panorama di una strada mai vista prima.

sono contento

Sono contento, sono contento. Sono contento che Talebatzinger e i suoi seguaci si ostinino a manifestare il loro ridicolo credo con atti sensazionali come la scomunica. Sono contento perché, così facendo, si allontanano sua sponte dal resto della società, inghiottiti sempre più nel loro piccolo mondo alla rovescia. Spero che la Chiesa collassi presto su sé stessa, lo spero di cuore.
Leggo sul Corriere che una bambina brasiliana di 9 anni ha subito le violenze del patrigno per ben 3 anni (cioè da quando ne aveva 6). Alla fine la piccola è rimasta incinta di 2 gemelli e i medici, per salvarle la vita, l'hanno fatta abortire. Ovviamente quella dei medici è stata una lodevole iniziativa, nel pieno rispetto della deontologia professionale e del giuramento di Ippocrate. Ebbene, l'alto prelato brasiliano, tal monsignor Sobrinho, ha scomunicato i dottori perché, a suo parere (ovviamente suffragato dai vertici della Chiesa) essi avrebbero fatto una "scelta di morte". Ora, a parte che se io fossi un chirurgo, della scomunica della Chiesa me ne importerebbe cippa (anzi, mi farebbero il favore di cancellarmi gratis dai loro registri); a parte frasi oltraggiose della laicità di un paese come "la legge di Dio è superiore a qualunque legge umana", che puntano a delegittimare l'impianto giuridico e pertanto sono da rispedire al mittente; a parte tutto questo, come si può pensare che scegliere di salvare una bambina di 9 anni significhi optare per la morte? Qual è il modello di vita e di società cui si rifà questa ridicola istituzione? una mandria di obbedienti infelici? Be', sono contento che il mondo laico rifiuti di realizzare questo modello. Sono contento che vi si opponga con fermezza.

venerdì 6 marzo 2009

warholizzato!

tristitia pre corsam

Devo ricominciare a fare esercizio fisico. Non ho più neanche l'alibi delle cattive giornate. Oggi, alla Nike di via del Corso, osservavo il manichino tutto abbigliato per la corsetta, l'ho abbracciato e ho pianto: quanto mi ci vorrà per diventare come te?
Mi sa che rispolvero la tutina e domenica riprendo il footing...

giovedì 5 marzo 2009

pippa entusiasmante

Da tempo non guardo più la televisione, per mia fortuna. Non lo faccio con un intento snobistico, è solo che, durante un fatidico trasloco da una città all'altra, ho avuto la geniale idea di lasciare il mio piccolo televisore ad un'amica e da allora ho imparato che si può vivere benissimo anche senza. Codesta privazione ha i suoi ovvi vantaggi, per esempio risparmiarmi lo strazio annuale del festival nazionalpopolare.
Però, però... per caso, sguazzando su Youtube, mi sono imbattuto nella canzone vincitrice delle nuove proposte: Sincerità, cantata da Arisa (al secolo Rosalba Pippa). Ora, a parte l'accattivante motivetto swing, i sorprendenti miracoli di un timbro che si trasforma da cartoonesco a sensuale e di una dizione potentina che diventa d'un tratto perfetto italiano, ho analizzato un po' il testo (che poi dovrebbe essere la cosa più importante). Chiaro che dalla kermesse sanremese non ci si può/deve attendere delle perle di poesia (in fondo basta farcire il tutto di amore, cuore e dolore) però, che capperi!, versi come "sincerità/un elemento imprescindibile/per una relazione stabile/che punti all’eternità" sembrano usciti da un libro di Raffaele Morelli o Willy Pasini.
Insomma, ovvietà accademiche!... sarebbero più intriganti parole altrettanto tristemente vere come, per esempio: "quando mi sveglio al mattino/il tuo alito mi è vicino/sentendo l'odore di morte/mi giro dall'altra parte"... o cose così...
Ma andiamo veramente in solluchero per frasi come "e mano ella mano dove andiamo si vedrà"? Visto il livello medio della cultura dei miei connazionali, non mi meraviglia, ma questa è l'ennesima conferma che siamo messi veramente male!...

mercoledì 4 marzo 2009

stesso odore

A volte tirare un po' più in là, verso il supermercato vero, può avere i suoi lati positivi. La prossima volta muovo le gambine, anziché fermarmi al primo comodo discount. Stasera compro un succo d'ananas, lo apro e nel portarmelo alla bocca mi accorgo che ha lo stesso odore delle gomme impilate dal gommista sotto casa. Finisco di sorseggiare il mio pneumatico e me ne vado a letto.
Buonanotte!

non mi resta che piangere

Sui giornali leggo notizie sempre più sconcertanti. Oggi apprendo che la Southwest Airlines americana ha avuto la pregevole idea di decorare la fusoliera dei propri 737 con una fotona di Bar Rafaeli in bikini sul bagnasciuga. Ora, io ritengo questo pezzo di figliola una delle cose più belle che una mamma possa fare e non mi spiego come possano, i passeggeri della compagnia, gridare allo scandalo. Perché è questo che hanno fatto 'sti bigotti, tirando fuori "gravissime offese per le famiglie" e scomodando addirittura la pornografia. Ma come si fa? come si può ritenere questa iniziativa offensiva e pornografica? Oltretutto l'ammaliante donzella è in un innocente costume da bagno. Ma chi sono questi bacchettoni? fatemeli conoscere!!
Mi viene in mente l'episodio felliniano "Le tentazioni del dottor Antonio" di Boccaccio '70.
Senza accorgermene devo essere piombato indietro nel tempo: dev'essere il 1492, quasi 1500.

crocchette

Stasera, uscendo dall'ufficio e quasi arrivato alla stazione Bologna, mi sono fermato a comprare uno dei miei pasti preferiti: crocchette di patate. Ce n'erano sei ad attendermi; la ragazza mi ha chiesto quante ne volevo. «Me le dia tutte!» faccio io, ingordo che non sono altro. Lei però ha capito "due" e me le stava già incartando quando io, fingendo spudoratamente di preoccuparmi se in fondo non stessi esagerando, le chiedo di darmene quattro in tutto. La mia coscienza mi scuote la collottola tutte le volte che accadono cose di questo tipo: ti sta bene, così impari a fare il gradasso.
Comunque, a parte questo, ho viaggiato col pacchettino ciondolante tra le mani e sono sceso a Garbatella, ne ho addentata una e ho scoperto che nel bel ripieno patatoso ci avevano infilato pezzettini di prosciutto.
Ma perché dico io? perché? porca miseria! le crocchette devono essere "tutta patata"!
Buonanotte!

martedì 3 marzo 2009

Pape Satàn, pape Satàn aleppe!

Leggo sul Corriere un articolo allucinante che indica la Sicilia quale regione italiana prediletta da Belzebù. Allucinante perché a scandalizzarmi non è tanto il parere di presuli, prelati, pretini e frati vari, che esercitano il proprio "esorcistato" (!!!) immersi nelle loro scemenze religiose medievali e continuando a credere nel caprone solforoso che va incarnandosi di corpo in corpo, così, per puro divertimento; a scandalizzarmi è il parere di un medico (un medico! porcaccia eva porca!) che afferma (cito testualmente): «Avevo una paziente sempre malata anche se dagli accertamenti clinici non veniva fuori mai nulla. E’ tornata a star bene solo dopo l’intervento dell’esorcista. Da quel momento ho capito che mi mancava qualcosa perché nessuno mi ha spiegato che oltre alle malattie del corpo c’è anche dell’altro». Eeeeeeeeeeeeeeeeeh?!... quello che vorrei dirgli è: certo che ti manca qualcosa, brutto cazzone, forse aver letto qualche libro in più di medicina! Ma, porco diavolo!, possibile che nel 2009 ci siano ancora medici in grado di scambiare una persona affetta da una patologia neuropsichiatrica per un ossesso impenitente? Per quanto tempo ancora dovremo sorbirci queste cazzate? basterà qualche centinaio d'anni?

escherichia coli

Oggi sono in vena di riflessioni cosmiche sulla natura del mio lavoro. Insomma, parliamoci chiaro: nel mio campo c'è tanta gente che fa e tanta gente che non sa fare. Tra quella che non sa fare ci sono coloro che organizzano il lavoro di chi sa fare, ammantandosi quindi di autorevolezza e dignità. O meglio: credono di organizzare; in realtà non fanno altro che lasciarsi trasportare dagli eventi, in attesa che l'incastro giusto passi sul pelo dell'acqua. E nel frattempo succhiano, mangiano, erodono gran parte della sostanza prodotta da chi sa fare. E seppure mi limitassi a considerare quelli che si arrabattano per davvero per creare le giuste condizioni di lavoro per gli altri, sarebbero sempre troppi e troppo avidi. Incommensurabile è il divario tra le entrate di chi fa, sciroppandosi chilometri in giro con la valigetta degli attrezzi, e di chi invece se ne sta in panciolle su una poltrona in pelle a spostare palle su un pallottoliere (però, che bel gioco di parole). Esiste così tutto un esercito di persone che guadagna sulle spalle degli altri, senza muovere un dito, ed intasca tanto, troppo!
Un giorno toccherà riprenderci ciò che è nostro.
Questa gente mi fa cagare, esattamente come gli escherichia coli.

blogenitalia

Ho notato che il traduttore di Google dall'italiano all'inglese trasforma il titolo del mio blog "a penna corrente" in "a pen is", che di primo acchito leggo "a penis" (un pene). Però, non male.

acqua&sapone, chi erano costoro?

Lavarsi è un'attività tutto sommato facile: senza pretendere che ci si infili sotto una fumante doccia di buon mattino, basterebbe anche solo una potente strigliata alla faccia, al collo, alle ascelle, alle orecchie e, insomma, in tutti quei punti in cui si annida lo sporco impossibile. Perché così tanta gente è allergica alla miracolosa coppia acqua&sapone?
Si nota che ho ricominciato a viaggiare in quel carro bestiame che è la metropolitana romana nelle ore di punta. Dopo cinque mesi di comodo treno che mi portava da casa a lavoro senza fastidi, seduto, con un libro in mano e non troppa gente intorno, mi ritrovo ad entrare nei vagoni della metro per rototraslazione, trasportato dalla folla; scivolo sui binari, nei budelli eterni, aggrappato ad una pertica, in un tripudio di odori umani. E quel che è peggio è che tra qualche mese sarà estate!

sabato 28 febbraio 2009

supermarket

Nel mettermi in fila, faccio appena a tempo a schivare le eiezioni umide di un poderoso starnuto eseguito dall'uomo davanti a me. Ridacchia come se avesse appena giocato uno scherzo a qualcuno e muove le labbra in un dialogo silenzioso. Sembra doverne fare un altro e assume un'espressione che vuol significare "eccolo, sta arrivando", ma fortunatamente il suo organismo ci ripensa. Un ometto dai capelli bianchi ingobbito e racchiuso in un loden verde è il padre. Lascia passare suo figlio perché riponga i prodotti nel carrello, si muove a passettini rigidi e orizzontali, avanti e dietro. Si è affrettato a infilare tra la sua roba e la mia un separatore, non sia mai si trovi a dover pagare per sbaglio uno qualsiasi dei miei ignominiosi articoli: due scatole montabili di plastica che odora di canotto, un deodorante alla mela verde per rendere nauseabonda la mia camera, millecinquecento buste portadocumenti trasparenti.
La cassiera gli comunica la cifra da pagare, la quale sfortunatamente vanta un buon numero di centesimi.
«Eeeeeh?» fa l'ometto, portandosi una mano all'orecchio.
Ora, il dialogo potrebbe procedere in maniera sciolta, se non fosse che costui è sordo come una campana e la donna ha evidenti problemi a pronunciare una qualsiasi consonante.
«Fifiaffette euvo e feffantafei»
«Eeeeeh?» ripete l'ometto.
«Fifiaffette euvo e feffantafei!» esclama lei, evidentemente ignara che alzare la voce non basta a rendere comprensibile la richiesta.
«Papà, papà, papà, dove li metto?» invoca il figlio, riferendosi alla merce acquistata.
Le parole raggiungono i meati acustici di suo padre ma, non trovando accoglienza, si disperdono nel vuoto.
L'ometto si rassegna a leggere quanto mostra il display della cassa e tira fuori un blocchetto di buoni pasto.
«Fa fuanto fono?» chiede la cassiera.
«Eeeeeh?»
«Fa fuanto fono?»
«Papà, papà, papà...»
L'ometto è confuso, non ha colto il labiale, allora la donna allunga un dito verso l'angolo di un buono e vi legge la cifra riportata: «Fuattvo euvo e tvefici».
«Quattro euro e dieci... no, quattro euro e tredici» legge l'ometto, quindi le urla «Quattro euro e tredici!»
«Papà, papà, papà, dove li metto?»
Io alzo gli occhi al cielo invocando l'aiuto di una qualsiasi divinità alberghi sopra le nuvole.
La cassiera conteggia un certo numero di buoni e si lancia, incautamente, in una richiesta: «Ha fpiffioli?»
«Eeeeeh?» l'ometto riporta la mano a conca all'orecchio.
«Papà, papà, papà, dove li metto?»
«Ha fpiffioli?... FPI-FFIO-LI !» la donna gli mima il termine e questi miracolosamente comprende.
L'ometto, con movimenti da testuggine, estrae dalla tasca un portamonete e si scodella sul palmo un esercito di spiccioli. La cassiera pesca qualche graduato e un po' di soldati semplici e gli consegna lo scontrino.
Finalmente tocca a me.

«Falfe! fuole una bufta?»
«Eeeeeh?»

venerdì 27 febbraio 2009

commiato

Sono finalmente le diciotto. È l'ultimo giorno, è proprio arrivato. Una stretta di mano, due baci cordiali sulle guance e un abbraccio ai colleghi più "intimi". Anche se il soggiorno è durato solo cinque mesi, fa un effetto strano lasciare un luogo dove si è lavorato sodo, ci si è infuriati, ma soprattutto si è scherzato e riso. Mi mancherà il finto dilemma, ogni sacrosanto giorno, su dove andare a pranzare, per poi finire - lo sappiamo tutti - dal solito paninaro. Mi mancherà rifarmi gli occhi con le turiste che passeggiano in centro e, soprattutto, mi mancherà Castroni.
Chiudo il portatile, lo infilo nello zaino, mi assicuro di non lasciare in giro nulla di mio.
«Sei proprio sicuro di voler andare?»
«Ci penso» rispondo io sardonico, con il giaccone indosso.
«Il tuo telefono ce l'abbiamo? se avessimo bisogno possiamo chiamarti?»
«Tranquilli, non c'è problema»
La mia mano ondeggia, salutando tutti...

giovedì 26 febbraio 2009

netlingo

Se c'è una parola che mi dà ai nervi sul serio è internauta. Ma scusi, "internauta" a chi? Esistono detentori della lingua (come i quotidiani nazionali) che hanno evidentemente mal digerito il passaggio repentino dalla cartapecora ai bit e per essi sono nati, vivono e prosperano neologismi che non hanno mai attecchito tra gli addetti ai lavori. Ai canuti giornalisti italiani piace particolarmente dare dell'internauta o del navigatore, alla stregua dell'odioso (e odiato) centauro per il motociclista.
Per non parlare poi del cyberspazio (veramente indigesto quando il masticatore d'inglese di turno lo pronuncia "saiberspazio") o del bon ton telematico battezzato con una fantasiosa crasi: netiquette. Posso sorvolare su ciascuno di questi, davvero, posso soprassedere, ma su "internauta" no, su "internauta" non me la sento...

pure io

Copiando vitaIE anche io da oggi voglio rendere il mio blog internazionale!
Per questo ho aggiunto il riquadro per la sua traduzione. Il traduttore di Google lascia abbastanza a desiderare... ma fa figo!

martedì 24 febbraio 2009

sconcertante

In generale è difficile giudicare il valore di un'autobiografia; in questo caso è eccezionalmente difficile. Il mio giudizio positivo si riferisce soltanto al valore istruttivo di quest'opera e non - ma questo è ovvio - al racconto in essa contenuto.
In queste memorie io ho percepito due Höss. Il primo è l'essere umano, un piccolo-borghese che persegue pateticamente, e con un risultato alquanto misero, un intento apologetico: rivalutare la sua persona alla luce di ciò che recentemente si è consumato sotto i propri occhi e della cui gravità egli non sembra rendersi conto alla perfezione. Il secondo (quello che, al contrario del primo, io reputo il vero Höss) è il nazista: il soldatino ligio imbevuto di dottrina militare; il funzionario patologicamente afflitto da senso del dovere; il gerarca fedelmente abbarbicato all'Idea hitleriana quale unica soluzione possibile. Ipocrita e snervante il primo, con la sua concezione tutta teutonica del lavoro, la sua falsa afflizione, i suoi sogni bucolici infranti, la sua famigliola felice e prospera all'interno di un recinto infernale; freddo e spaventoso il secondo, con la sua totale dissociazione, le sue descrizioni asettiche, i suoi resoconti da automa. Nonostante egli stia mettendo per iscritto i propri ricordi durante la prigionia, in attesa d'essere impiccato, non disdegna di dipingere gli omosessuali come dei malati da curare con il lavoro duro, le donne come esseri indegni di fiducia, i prigionieri in generale come animali da fatica, gli ebrei come ebrei, cioè il male del mondo. È realmente convinto che sia esistito un antisemitismo sano e che le politiche del Reich, partite col piede giusto, lo abbiano in seguito avvilito. Il vero Höss, il nazionalsocialista fin nelle ossa, è colui che guarda agli internati come bestie da soma: peccato farle morire d'epidemia se possono compiere ancora un buon lavoro. Quando analizza i comportamenti dei deportati addetti alle operazioni macabre di gasazione, svestizione e cremazione dei defunti (azioni per cui né egli, né i suoi sottoposti avrebbero mai potuto sporcarsi le mani), sembra avere gli stessi occhi di uno zoologo alle prese con le cavie nel suo stabulario. Come già detto, lo stile di quest'opera è mediocre, esattamente come il suo autore, la si legga solo se si ha un vivo interesse storico. Si fa spesso fatica ad andare avanti; non si superano agilmente quei punti in cui, in modo glaciale, Höss dettaglia i massacri copiosi ed efferati.
A fronte della tragedia immane consumatasi pochi anni prima la sua stesura, non credo ci sia altro aggettivo, per definire questo testo, che "sconcertante".

lunedì 23 febbraio 2009

saggezza greca

"«Quando c’è la guerra, a due cose bisogna pensare prima di tutto: in primo luogo alle scarpe, in secondo luogo alla roba da mangiare; e non viceversa, come ritiene il volgo, perché chi ha le scarpe può andare in giro a trovare da mangiare, mentre non vale l’inverso».
«Ma la guerra è finita» obiettai, e la pensavo finita, come in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi pensare oggi.
«Guerra è sempre» rispose memorabilmente Mordo Nahum"

(Primo Levi, La tregua)

domenica 22 febbraio 2009

Interessante la visita di oggi alla gipsoteca del Vittoriano sulla legislazione antiebraica in Italia. Non posso dire "bella", perché non c'è nulla di bello in quello che ho visto. Ieri, sull'autobus dal centro verso casa, la coda dell'occhio aveva colto la stimolante scritta Leggi razziali. Una tragedia italiana, su un pannello penzolante fuori dal complesso, e l'ancor più stimolante ingresso gratuito, poco sotto. Credo d'essermi incanalato nel lungo serpentone della mostra al contrario, cioè dall'uscita verso l'entrata, ma ho trovato quanto esposto ugualmente godibile. È un periodo in cui sono particolarmente sensibile al tema. Sono reduce infatti dalla lettura de Le leggi antiebraiche spiegate agli italiani di oggi di Michele Sarfatti, un libretto illuminante. Illuminante soprattutto (e al contrario di quanto si potrebbe credere) sull'intraprendenza tutta italiana nel concepire questo esecrabile atto di discriminazione. Terrificante, vergognosa e aberrante l'esposizione così sfacciata, condivisa e acclamata dell'antisemitismo, durante gli anni del fascismo, nonché l'analisi simil-lombrosiana degli stereotipi fisici del "giudeo". Sapevo che avrei trovato, in qualche forma, il discorso di Mussolini a Trieste e così è stato: fa da colonna sonora incalzante, martellante, ripetitiva per tutta la durata del giro. Vedere le casse delle SS e gli effetti personali dei deportati non lascia indifferenti, così come le valige accatastate a fianco di un troncone ferroviario e i biglietti, pressoché illeggibili, gettati dal treno merci. Unica pecca: l'ambiente un po' troppo buio, che a volte ha reso difficoltosa la lettura delle didascalie. Peccato aver visto questa mostra solo oggi, il suo ultimo giorno, e quindi non poter più gridare al mondo di andarci...

venerdì 20 febbraio 2009

shema

Voi che vivete sicuri / You who live secure
Nelle vostre tiepide case, / In your warm houses
voi che trovate tornando a sera / Who return at evening to find
Il cibo caldo e visi amici: / Hot food and friendly faces:
Considerate se questo è un uomo / Consider whether this is a man,
Che lavora nel fango / Who labours in the mud
Che non conosce pace / Who knows no peace
Che lotta per un pezzo di pane / Who fights for a crust of bread
Che muore per un sì o per un no. / Who dies at a yes or a no.
Considerate se questa è una donna, / Consider whether this is a woman,
Senza capelli e senza nome / Without hair or name
Senza più forza di ricordare / With no more strength to remember
Vuoti gli occhi e freddo il grembo / Eyes empty and womb cold
Come una rana d'inverno. / As a frog in winter.
Meditate che questo è stato: / Consider that this has been:
Vi comando queste parole. / I commend these words to you.
Scolpitele nel vostro cuore / Engrave them on your hearts
Stando in casa andando per via, / When you are in your house, when you walk on your way,
Coricandovi alzandovi; / When you go to bed, when you rise.
Ripetetele ai vostri figli. / Repeat them to your children.
O vi si sfaccia la casa, / Or may your house crumble,
La malattia vi impedisca, / Disease render you powerless,
I vostri nati torcano il viso da voi. / Your offspring avert their faces from you.

(Primo Levi, Se questo è un uomo - traduzione inglese di Ruth Feldman e Brian Swann)