domenica 13 dicembre 2009

...e le chiamiamo "bestie"...

Sarah Brosnan e Frans de Wall sono due ricercatori dello Yerkes National Primate Research Center dell'Emory University e studiano i comportamenti dei primati. Da alcuni esperimenti da loro svolti è venuto fuori che i bonobo, una razza di scimpanzé vivente in Congo, percepiscono la parzialità nei trattamenti e sono in grado di protestare per essa: se a tutti i membri di un gruppo viene offerta la stessa quantità di cibo al fine di svolgere un lavoro, tutti collaborano volentieri. Ma se anche ad uno solo di essi viene dato del cibo in quantità inferiore agli altri, ecco che nasce il risentimento, la scimmia penalizzata si offende e non esegue il compito. Allo stesso modo, i due ricercatori hanno osservato che un membro di un gruppo rifiuta il cibo (pur essendone molto ghiotto) se agli altri membri presenti non ne viene offerto in pari quantità. I bonobo sono gli scimpanzé più simili a noi: abbiamo in comune il 98% del codice genetico. Ora si scopre in cosa consiste quel 2% di differenza: nel senso innato di giustizia che loro posseggono e noi no. E le chiamiamo "bestie".

5 commenti:

Amore_immaginato ha detto...

Noi umani, esseri pensanti (?), nel corso dei secoli ci siamo arricchiti di quel sapere e del vivere, che è solo nostro.
Non è nota degna di merito, in realtà.
La nostra evoluzione si è compiuta involvendo.
Siamo solo noi che ci struggiamo nel sentimento, solo noi che vogliamo spostamenti comodi e veloci, solo noi incapaci di vivere nel vivere comune della comunità alla quale apparteniamo, noi abbiamo inventato il denaro senza il quale ci sentiamo miserabili.
Non ho mai visto un cane affranto perchè abbandonato dalla compagna, semmai l'ho visto morire di sofferenza per la perdita del proprio padrone al quale ha donato senza pretese, tutta la sua esistenza sottomessa.
I pinguini percorrono chilometri di ghiaccio per arrivare al cibo e ci mettono settimane per procurarselo.
I branchi di lupi hanno un leader che gestisce la comunità e quando qualcuno di loro si sente migliore, lo affronta.
Chi vince resta, chi perde se ne va con la coda tra le gambe, accettando la sconfitta, magari preparandosi ad una nuova sfida.
I gatti allontanano dalla cucciolata i nati malati, per evitare di perdere tutti i piccoli.
Gli animali hanno dalla loro l'istinto che seppur li limita li rende unici.
Noi miserabili umani, l'abbiamo sopito sotto macerie di ragione, corrotti da quello che ci piace chiamare benessere.
Potevamo avere tutto, potevamo essere incredibili come certi supereroi.
Invece siamo sempre, solo, molto incazzati col mondo!

maelström ha detto...

Qualcuno tempo fa ha invitato a meditare sul fatto che la natura non ha mai inventato la ruota, perché sicuramente dev'esserci una fregatura sotto. Nulla, nel verde che ci circonda, ruota su ruote. Un motivo ci sarà. Che forse gli amici animali, molto più intelligentemente di noi, non abbiano voglia di combattere ed ammazzarsi per il petrolio?
Certo è che noi siamo nati uomini e donne e pare che dobbiamo mantenere la tradizione, aderendo ad un modello sociale scomodo e imposto (diciamo di essere liberi ma siamo schiavi del lavoro). Personalmente mi piacerebbe ancora, come i nostri buoni trisavoli, correre tutto nudo nei boschi, rotolarmi nell'erba, lanciarmi di liana in liana, pescare la frutta dagli alberi e stare in panciolle, per tutto il tempo, sdraiato nell'erba a spulciarmi...

Amore_immaginato ha detto...

Bene..se dovessi decidere di diventare il novello Tarzan di noialtri, mi candido a fare Cita!

maelström ha detto...

Okay! candidatura accettata! (anche se poi in fase di colloquio dovrai dimostrare le tue effettive competenze di scimpanzé!)

that girl in Italy ha detto...

'Ora si scopre in cosa consiste quel 2% di differenza: nel senso innato di giustizia che loro posseggono e noi no. E le chiamiamo "bestie".'

Parole sante! Per questo ero vegetariana. Mi sa che dovro' tornare a non mangiare la carne...