mercoledì 30 dicembre 2009

...pensavo meglio...

Oggi, in preda al finto entusiasmo per il mio compleanno, avrei voluto ricordare tutto ciò che di bello è accaduto in quel lontano anno di piombo. La cosa più semplice è stata andare su Google e cercare la frase: "nel 1974 ci fu". Qualcosa di bello verrà sicuramente fuori! ho pensato ingenuamente. I risultati difatti sono stati abbastanza deludenti. Insomma, Nixon si dimise per lo scandalo Watergate, ci fu l'attentato di Piazza della Loggia, Solženicyn venne espulso dalla Russia, morì il presidente francese Pompidou, il governo Rumor entrò in crisi, l'Etna eruttò, e inoltre ho scoperto che:

- "Nel 1974 ci fu" una profonda recessione, che però non generò una forte ripresa;
- "Nel 1974 ci fu" l'esplosione di una bomba nella “White Tower” con un morto e 41 feriti;
- "Nel 1974 ci fu" la famosa crisi energetica che impose ai cittadini la domenica senza auto;
- "Nel 1974 ci fu" nella contea di Humboldt nel Nevada un'ondata di mutilazioni di animali;
- "Nel 1974 ci fu" un fulmine, che colpì la chiesa del SS. Salvatore e fece crollare il soffitto a volta;
- nel 1974 ci fu l'attentato al treno Italicus;
- Nel 1974 ci fu un tentativo di furto che asportò il Tesoro di Canoscio;
- Nel 1974 ci fu una escalation di criminalità;
- Nel 1974 ci fu per la band un periodo pieno di sbandamenti. Tutti i membri ebbero seri problemi di dipendenza da droghe;

Sigh, dopo le prime tre pagine di risultati di Google mi sono arreso. Insomma, credo davvero che gli eventi migliori del 1974 si riducano alla messa in onda di Happy Days negli USA, all'ottenimento dell'indipendenza di Grenada dal Regno Unito e alla vittoria di Iva Zanicchi al Festival di San Remo. Pensavo meglio!

venerdì 18 dicembre 2009

...l'unto...

È finalmente entrato anche lui nel Pantheon delle vittime illustri. Come Malcolm X, Martin Luther King, Gandhi, Gesù Cristo. Anche lui ha sofferto, anche lui è frainteso e perseguitato, anche lui predica l'amore quale forza vittoriosa sul male! lui che ama tutti! lui che vuole solo il bene! Fratelli e sorelle, finalmente abbiamo anche noi il nostro messia! Oh gaudio! E se il suo dolore servirà a salvare il mondo dal male, ebbene che questo sia! non avrà sofferto invano! "Dell'Utri! Dell'Utri! perché mi hai abbandonato?!" ... no, no sia fatta la volontà di Alfano, non quella dei giudici rossi! Chi non ha mai corrotto scagli la prima pietra! Lasciate che le gnocche vengano a me! Vittorio Mangano, su di te fonderò la mia villa! Ghedini, quello che devi fare, fallo presto! Se qualcuno ti getta una statuetta nei denti, tu sali sul predellino! Date a Mediaset quel che è di Mediaset! Andate, candidatevi nel PDL, moltiplicatevi e predicate! Io sono il miglior unto del Signore degli ultimi 150 anni!!!

«Se cambiano i toni, il mio dolore non sarà stato inutile. Vi benedico nel nome di Dell'Utri, di Mangano e dello spirito di Sandro Bondi. Scambiatevi una bustarella, in segno di pace.»
(Silvio Berlusconi)

martedì 15 dicembre 2009

...che due Maroni...

Che poi da uno che si chiama "Maroni" che cosa c'è da aspettarsi se non delle emerite coglionate?
Il nostro illuminato Ministro degli Interni non è nuovo alle maronate. Si intende talmente tanto di tecnologia e di Internet da aver proposto, qualche tempo fa, un "IP unico" per tutti gli utenti della Rete; cosa che fece ovviamente sganasciare dal ridere chiunque di informatica ci capisca anche solo un briciolo e che ricordava molto da vicino l'ignobile proposta di schedatura dei bimbi Rom. In buona sostanza, dico io, se stai acquisendo informazioni su di me che ti riconducano univocamente a me, allora mi stai schedando e se mi stai schedando stai tracciandomi a priori, in vista di possibili reati. Questo significa sovvertire uno dei principi fondamentali del nostro diritto penale che è la presunzione d'innocenza. Ma come aspettarsi che questo buon leghi-fascista sappia cos'è la "solidarietà sociale" e la "funzione della Repubblica di riconoscere i diritti oggettivi di ciascuno" come statuito dall'articolo 2 della legge fondativa dello Stato italiano?
A seguito del piccolo duomo arrivato sui denti di Mister B., ne ha sparata un'altra, Maroni, di maronata. Ha affermato (cito Repubblica di oggi): «Stiamo valutando di oscurare i siti internet che incitano alla violenza. La possibilità che tutti hanno di mettere sul web messaggi che inneggiano alla violenza è un problema serio. Questo è un reato, si chiama istigazione a delinquere e deve essere perseguito». Innanzitutto non capisco perché se, come è vero, istigare alla violenza è un reato, si sta valutando solo ora di oscurare questi presunti siti web. Se è un reato, è un reato e basta, si oscurerà un sito quando si riscontrerà che delinque. Perché valutare la cosa proprio ora? In secondo luogo: ho il forte sospetto, considerato che molti idioti già vanno in strada con striscioni con su scritto "Di Pietro, il mandante sei tu", che il termine "violenza" per Maroni e i suoi accoliti possa assumere un significato molto particolare e molto pericoloso; considerato che l'atto di un folle viene, al di fuori di ogni logica, attribuito al clima politico surriscaldato, non sarà che il concetto di "violenza", come concepito da Maroni, aderisca inopinatamente a quello di "aspra critica verso il governo" e che quindi l'atto di oscurare (che già da solo ricorda il fascimo) i siti che istigano alla violenza diventi, tutt'a un tratto, quello di censurare chi la pensa diversamente e lo fa con toni legittimi benché aspri?

Caro Ministro Maroni, l'unica cosa intelligente che lei possa fare è oscurare il suo dannoso cervello. E adesso mi oscuri.

domenica 13 dicembre 2009

...e le chiamiamo "bestie"...

Sarah Brosnan e Frans de Wall sono due ricercatori dello Yerkes National Primate Research Center dell'Emory University e studiano i comportamenti dei primati. Da alcuni esperimenti da loro svolti è venuto fuori che i bonobo, una razza di scimpanzé vivente in Congo, percepiscono la parzialità nei trattamenti e sono in grado di protestare per essa: se a tutti i membri di un gruppo viene offerta la stessa quantità di cibo al fine di svolgere un lavoro, tutti collaborano volentieri. Ma se anche ad uno solo di essi viene dato del cibo in quantità inferiore agli altri, ecco che nasce il risentimento, la scimmia penalizzata si offende e non esegue il compito. Allo stesso modo, i due ricercatori hanno osservato che un membro di un gruppo rifiuta il cibo (pur essendone molto ghiotto) se agli altri membri presenti non ne viene offerto in pari quantità. I bonobo sono gli scimpanzé più simili a noi: abbiamo in comune il 98% del codice genetico. Ora si scopre in cosa consiste quel 2% di differenza: nel senso innato di giustizia che loro posseggono e noi no. E le chiamiamo "bestie".

mercoledì 9 dicembre 2009

...siamo in buone mani...

Il pentito Gaspare Spatuzza, altrimenti noto come U' Tignusu, ha deposto in questi giorni circa le varie nefandezze compiute dalla mafia negli anni passati. Ha scodellato i suoi segreti agli ansiosi magistrati. Leggendo l'articolo di Repubblica di oggi "I segreti di Spatuzza" trovo un periodo che mi lascia a dir poco sconcertato: «Tramite la 'ndrangheta abbiamo acquistato delle armi, due mitra, due machine-pistole ed un lanciamissili. Era un carico di armi per fare un attentato al procuratore Caselli. Questo lanciamissili era custodito in un magazzino della nostra famiglia che venne poi perquisito dalla Dia. Era nascosto nell'intercapedine di un divano e non fu trovato». Eh??! ma stiamo scherzando?? la Direzione Investigativa Antimafia manda i suoi uomini a perquisire (sottolineo: perquisire) un magazzino in mano alla mafia e questi non trovano un lanciamissili (sottolineo: lanciamissili) nascosto nell'intercapedine di un divano??!...
Siamo in buone mani ragazzi...

domenica 6 dicembre 2009

"Conquisti il tesoro senza colpo ferire"

Venticinque anni fa io ero un bambino. Passavo tanto tempo di fronte all'Olivetti M20 di mio padre, sul quale ho imparato a "strimpellare" le prime note di programmazione. Era il tempo in cui nessuno possedeva un computer o sapeva cosa fosse. Per intenderci, l'M20 era una macchinuccia che allora avrebbe fatto apparire gli odierni elaboratori come supercomputer della Nasa. Ma a me bastava e avanzava. In particolare c'era un gioco d'avventura che mi faceva impazzire, si chiamava "La Caccia nella Grande Foresta Incantata". Ricordo d'aver speso ore e ore davanti a quella misteriosa scacchiera, tra alberelli, castelli e locande. Era un piccolo mondo magico in cui la mia fantasia di bambino spaziava allegramente. Nella mia mente echeggia quel "Conquisti il tesoro senza colpo ferire" del cui "senza colpo ferire" ignoravo il significato. Col tempo ho scoperto che quel giochino divertentissimo constava solo di poche righe di codice BASIC ma, pur apprendendone la vera natura, la sua magia non si è mai spenta ed ancora oggi che la programmazione è il mio mestiere leggo quel listato ingarbugliato con lo stesso fascino e la stessa ammirazione dei miei dieci anni. Temo non saprò mai chi sono E. Petrelli ed A. Vercesi che il 15 dicembre del 1983 decisero di inventare questo gioco. Non saprò mai se siano uomini o donne, alti o bassi, magri o grassi, ma questo post lo dedico a loro: grazie! grazie E., grazie A., grazie per aver allietato le mie giornate di bambino!...

giovedì 12 novembre 2009

...liberitutti...

Quello che sta accadendo in queste ore in Italia è la realizzazione del sogno berlusconiano; anzi, del sonio come lo chiamava lui quindici anni fa, seduto alla sua scrivania, l'immagine quasi onirica con capelli e doppiopetto, sfumatura Beautiful. Blaterava circa i suoi intenti per un mondo migliore e prometteva milioni di posti di lavoro mai visti. E il sonio si sta realizzando sul piano materiale e su quello spirituale. Materialmente, il miserabile, torbido, satiro lascivo che ci governa - compresi i suoi degni accoliti - sta riuscendo a costruirsi un'infrangibile campana di vetro entro cui proteggersi fino alla fine dei suoi giorni (che spero davvero sia vicina). L'ennesima leggina ad personcinam che, a dispetto di tutti i difetti di incostituzionalità sollevati per almeno due operazioni di cotal genere già avvenute, sta prendendo forma e sostanza in queste ore serve proprio a proteggere la sua di personcinam. La tecnica del feroce suddito-difensore Ghedini ormai si è capita: è quella del sicario mafioso che protegge il suo boss. Sta preparando una bomba giudiziaria, qualcosa che quando esploderà farà morire tutte le pendenze a carico del suo amico/cliente/protetto e con esse una miriade, un mare, un oceano di altre: me ne frego!. È proprio come il picciotto che, pur di ammazzare la vittima designata, apre il fuoco sulla folla e fa strage di corpi. Ammazza sicuramente chi dice lui e chi se ne frega se col morto voluto se ne vanno all'altro mondo una decina di innocenti. In una parola? "devastante". Come ha definito l'Associazione Nazionale Magistrati questa nuova operazione legislativa? "effetti devastanti sul funzionamento della giustizia penale in Italia". Sul piano spirituale questo progetto si sta realizzando perché il miserabile, torbido, satiro lascivo che ci governa - compresi i suoi degni accoliti - è riuscito a sovvertire scaltramente le regole del gioco: non fu lui a buttarsi in politica appena avvertì puzza di bruciato, sono i giudici che lo perseguitano da quando è "sceso in campo". Come è possibile fidarsi di magistrati stravaganti che sono evidentemente intrisi di atavico bolscevismo?
In sostanza, il messaggio accolto e assorbito dai pecoroni italici è il seguente: se si indaga su esponenti del PdL, la cosa è sospetta, evidentemente in Procura c'è qualcosa che non va. Questo è tanto più apparente se si pensa che in queste ore il campione d'onestà ha stretto la mano a Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Quest'ultimo, anziché dimettersi, com'è giusto che sia anche per il solo sospetto che pende sulla testa di chi ha una accusa del genere, rimane in piedi, rinsaldato e rinfrescato dalla vigorosa stretta di mano del premier, che corre ad infondergli tutta la sua solidarietà: bravo! non mollare! ci penseranno i miei trenta senatori a sollevare il legittimo sospetto verso la procura della Repubblica di Napoli (Su Repubblica di oggi: "I senatori chiedono un'ispezione urgente alla Procura di Napoli e sollevano pesanti dubbi sulla corretta gestione di quell'ufficio chiedendo di conoscere anche se i criteri di assegnazione dei fascicoli giudiziari garantiscano l'equidistanza e l'indipendenza dei magistrati che procedono alle indagini"). Metà degli italiani, questo mezzo popolo di coglioni (attenti, è par condicio: lui ha dato dei "coglioni" agli elettori di sinistra) non si rende conto che ogni volta che plaude a questo uomo miserabile, ogni volta che acclama questo viscido scherzo della natura, ogni volta che benedice la sua presenza, la protezione di costui si rafforza: il vetro della sua campana diventa sempre più infrangibile, tra gli sghignazzi suoi e dei suoi degni accoliti protetti all'interno. Gli italiani applaudono e applaudono e applaudono, affascinati da uno charme da capomafia, e intanto quando pioverà la merda (perché un giorno la merda pioverà su questo triste paese) si inzupperanno di letame fino alla testa, mentre lui - e i suoi degni accoliti - avranno i doppipetti puliti. Si sa a che cosa serve la legge che si sta approvando in queste ore: ad allargare le sbarre delle carceri e a rendere più resistenti le lenzuola da annodarci. Liberi tutti! Non proprio tutti, però: solo i privilegiati; che i poveracci vi marciscano dentro.

mercoledì 11 novembre 2009

...uomoscontro...

Va bene che per molte persone il prossimo è una presenza ingombrante, ma da qui a scaraventartisi addosso come l'orribile donnone biondo alto due metri e ottanta che stamane, nella pullulante metropolitana romana, si è diretta a passo d'oca contro di me, investendomi, ce ne passa. Le ho indirizzato una cinquantina di sani bestemmioni mattutini, ancor più carichi d'odio per via del mio torpore notturno non del tutto estinto e dei crampi ad uno stomaco ancora vuoto. L'ho individuata subito come una di coloro che tracciano un tragitto virtuale e lo seguono alla lettera non derogando mai dalla propria rotta di collisione. Neanche a pagarli oro. E allora, come spesso accade, mi si è accesa una lampadina; ho pensato se non possa essere anche questa una piccola metafora della vita: persone che non scendono mai a compromessi, non si fermano di fronte all'altro, non cedono il passo, che non ci penserebbero due volte a calpestarti per un proprio interesse. Mi sono chiesto se questo sporco mondaccio non sia in fondo che la grande giostra dell'uomoscontro, un posto dove è possibile evitare gli altri o urtarli violentemente. A voi la scelta. Ma un avvertimento: non è detto che si vinca sempre nel primo caso.

martedì 10 novembre 2009

...attenti allo squalene!!...

Si fa un gran parlare in questi giorni di vaccinazione contro l'influenza A e tutti gli italiani, da gran pecoroni che sono, corrono a farsi iniettare il magico elisir salvavita. Si proteggono contro quello che sembra essere il male del secolo e invece è solo una comunissima influenza, molto blanda e di gran lunga meno pericolosa della comune influenza stagionale. L'unica ragione veramente valida per vaccinarsi, a detta di alcuni medici, è evitare che il virus si ricombini con quello di altri ceppi influenzali e potenzi gli effetti dannosi ma... ...quanti sono quelli che si chiedono, in queste ore, che cosa contenga effettivamente tale magico vaccino?
Come tanti (o pochi?) sanno, i vaccini contengono virus morti oppure vivi ma indeboliti. Molti vaccini, però, incluso quello per la febbre porcella, contengono immuno-adiuvanti come alluminio e squalene. Questi additivi "energizzano" il vaccino, gli danno il turbo e gli consentono di agire più velocemente. Essendo una sorta di "diluenti" chimici, essi consentono di ridurre la quota di vaccino effettivo per la singola dose e quindi produrre molte più dosi del normale. Ora, il fatidico squalene è presente naturalmente nel corpo umano, nel sistema nervoso e nel cervello. Il nostro sistema immunitario riconosce lo squalene come molecola d'olio indigena del corpo e ne sfrutta le caratteristiche antiossidanti. Il problema nasce quando lo squalene viene iniettato nel corpo. Il sistema immunitario riconosce questa via d'introduzione della sostanza come anormale e aggredisce l'intruso. Non solo quello iniettato, però, ma tutto lo squalene! le difese naturali tentano di proteggere l'organismo e quindi distruggere questa sostanza ovunque essa si trovi, anche in zone vitali. Dopo aver appurato che la presenza di squalene nei vaccini contro l'antrace, distribuiti ai soldati americani durante la Guerra del Golfo, causò una sindrome (chiamata appunto
Sindrome della Guerra del Golfo), la Food and Drug Administration statunitense ne ha vietato l'utilizzo nei vaccini contro l'influenza A distribuiti negli USA. In Europa, invece, verrà utilizzato. Meditate gente, meditate. In due parole (anzi tre): Attenti allo squalene!

mercoledì 4 novembre 2009

...quei comunisti di Harvard...

D'altronde si sa che Harvard è piena così di comunisti!

Da:
http://www.nieman.harvard.edu/newsitem.aspx?id=100126

At a time of grave jeopardy for freedom of the press in Italy, La Repubblica, under the editorial guidance of Ezio Mauro, has courageously insisted in its pages that government must be accountable to the citizens and that the role of the press is to demand that accountability.

Despite threats, economic pressure and lawsuits seeking millions in damages, La Repubblica has continued to lead the fight for making power accountable and has inspired hundreds of thousands of Italians to join the fight for genuine press freedom.

For his courage in leading La Repubblica so honorably and bravely in these perilous times, the Nieman Foundation for Journalism at Harvard University and the Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy at Harvard’s Kennedy School of Government present this citation to Ezio Mauro. It is awarded in hope and belief that the fight for press freedom in Italy will prevail.


- Robert H. Giles, Curator, Nieman Foundation for Journalism at Harvard
- Alex S. Jones, Director, Joan Shorenstein Center on the Press, Politics and Public Policy

martedì 3 novembre 2009

...m'arrasso!!...

Onestamente non capisco tutta la gran caciara da buoncostume che si sta facendo attorno al caso Marrazzo. Giornalisti in motorino che, all'insegna del diritto di (una fin troppo facile) cronaca, imboccano i vialoni romani a tarda notte ed intervistano questi enormi canotti brasiliani, curve siliconiche e amandaleareschi timbri vocali, alla ricerca della verità vera. Trasmissioni incentrate sul tema, lunghi dibattiti, questioni spinose che vengono a galla. E il povero ex governatore che non sa che fare, fugge come un topolino impaurito: cospargere il capo di cenere? andare a Canossa? chiedere venia? ritirarsi in clausura spirituale? legarsi due sacchetti di ceci alle rotule e salire le scale di casa, da oggi in poi, sulle ginocchia?. Ma dai! e che sarà mai?!... fossi stato al posto suo avrei ammesso candidamente: "a rega', famo a capisse, a me me piace er pupparuolo! me piace pippa' e se la cosa non ve sta bbene arrivedervela!". Ha sbagliato, il Marrazzone (all'epoca mandato da Rai Tre a castigare i matti) a non ammettere subito le sue colpe e dimettersi seduta stante, lasciando il ruolo istituzionale senza suscitare troppi clamori. D'altronde, avrebbe dato un bell'esempio al vecchio bavoso salace nano satiro lascivo, l'"impunibile lordo" che ci governa. Avrebbe tramesso il messaggio che non si può, quando si ricopre un ruolo ufficiale, fare del proprio letto una questione privata. Non si può usare il patrimonio di tutti (automobile o aereo che sia) per i propri puttantour. Non si può scialacquare denaro in attività illecite ed alimentare il mercimonio dei corpi. Non si può neanche se si è, semplicemente, "utilizzatori finali". Per fortuna il caro Piero appartiene allo schieramento politico avverso, altrimenti già figuro Alfano e Ghedini progettare un possibile "Lodo Marrazzo": impunità per le più alte carico dello Stato che vanno a femminelli. L'unica cosa positiva di questa solita cagnara italica è il concepimento di una nuova barzelletta che gira per tutto lo stivale: quella su Ford Escort e Ford Transit. Bellissima.

giovedì 29 ottobre 2009

...scelta giudiziosa...

Vorrei proporre a questo omuncolo di scegliersi i giudici, a suo modo di vedere, in grado di sentenziare su di lui. Considerato che la maggioranza dei togati non ha pregiudizi, come egli stesso afferma (lui, si sa, è perseguitato da una minoranza ammorbata dal "Comunismo") immagino che esista un manipolo di degni magistrati (benché antropologicamente diversi anch'essi) in grado di giudicarlo, a parer suo, imparzialmente. Ovviamente dovrebbe solo farne i nomi, né vederli (per non affascinarli col suo sguardo da cantante navigato), né toccarli (per evitare di ungerli, lui che è il "Cristo", l'Unto del Signore, con quell'olio particolare che ha forma di banconote). Ma a quel punto, una volta compiuta la scelta giudiziosa, una volta lasciate le toghe nere decidere sul di lui destino, accetterebbe la sentenza? sconterebbe la sua pena nelle patrie galere? in pigiamino a strisce? marcendo sotto un sole a scacchi, come giusto che sia? Per dirla con una metafora aulica: si toglierebbe una volta e per tutte dalle cosiddette "palle"?

giovedì 11 giugno 2009

...e ora imbavagliateci tutti...

È fatta: la Camera ha approvato il tanto agognato disegno di legge sulle intercettazioni; la manna che Sua Bassezza ha tanto desiderato sta prendendo forma e sostanza di legge. Manca solo il Senato, ma non si può essere ottimisti. Persino 21 franchi tiratori dell'opposizione lo hanno votato. Siamo alla frutta. Nonostante il "profondo disagio" espresso ieri dalla maggioranza dell'opposizione al Capo dello Stato, nonostante l'Associazione Nazionale Magistrati abbia decretato la fine della morte del diritto penale, nonostante l'oggettiva uccisione della libertà d'informazione (tra cui anche quella dei blogger), nonostante le evidenti falsità tirate fuori dal premier riguardo i consumi di risorse dell'attività d'indagine basata sulle intercettazioni (come sottolineato oggi su Repubblica da D'Avanzo); nonostante tutto ciò, la tessitura di questo orribile bavaglio è agli sgoccioli: presto saremo incapaci di opporci, anche solo a parole, all'attività di questo governo totalitario.

Il mio gruppo su Facebook: E ora imbavagliateci tutti....

Firmate l'appello di Repubblica: "I giornali hanno il dovere di informare. I cittiadini hanno il diritto di sapere"

venerdì 29 maggio 2009

...ordine disordinato o disordine ordinato...

«un funambolo può restare in equilibrio solo compiendo costantemente dei movimenti irregolari con la sua asta (lo stesso vale per i movimenti del tutto simili compiuti col manubrio della bicicletta). Se ci si proponesse di perfezionare lo stile del funambolo, afferrandone l'asta e impedendo quei disordinati aggiustamenti, egli perderebbe subito l'equilibrio e precipiterebbe. Abbastanza ovvio, non è vero? Sì, ma solo nel caso dei funamboli e dei ciclisti. In tutti gli altri ambiti di vita siamo ben lontani dal capire che l'ordine senza una componente di disordine diviene pericoloso, poiché soffoca ogni possibilità di ulteriore evoluzione» (Paul Watzlawick)

martedì 19 maggio 2009

Il cavaliere impunito

Riporto l'articolo Il cavaliere impunito, apparso oggi su Repubblica, a firma di Massimo Giannini. Lo trovo meravigliosamente sintetico e lo sottoscrivo parola per parola:

«Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell'abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il "de profundis" per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un'osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l'afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell'"antiberlusconismo" o del "giustizialismo".

Questo è un Paese dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall'ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come "atto fondativo" della nuova legislatura.

Ora, di quell'ennesimo colpo di spugna preventivo si comprende appieno la ragion d'essere. Secondo i giudici milanesi, l'avvocato inglese incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. "Mentì per consentire a Berlusconi l'impunità", recita un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni. Un'accusa gravissima. Una prova schiacciante. Dalla quale il Cavaliere, guardandosi bene dal difendersi nel processo, ha preferito svicolare grazie al salvacondotto di un'altra legge ritagliata su misura, e ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. Perché dietro la formula enfatica che dà il titolo al Lodo Alfano (cioè la "sospensione dei processi per le Alte Cariche dello Stato") è chiaro a tutti che l'unica carica da salvare era ed è la sua. "Riferirò in Parlamento", annuncia ora Berlusconi. Bontà sua. Pronuncerà l'ennesima, violenta invettiva contro le toghe rosse e la magistratura comunista, "cancro da estirpare" nell'Impero delle Libertà. E invece basterebbe pronunciare una sola parola, quella che non ascolteremo mai: dimissioni.»

giovedì 30 aprile 2009

incaute riproduzioni

Mai come alle 9 di mattina su un autobus romano affollato viene da chiederti perché proprio tu, cauto scapolo senza prole, debba sorbirti i fastidiosi, rumorosi frutti delle incaute riproduzioni altrui. Perché io, ben lungi dall'accoppiarmi così da riprodurmi, debbo essere infastidito da una frotta di marmocchietti tutti uguali che strillano senza tregua mor-ra ci-ne-se! mor-ra ci-ne-se! a poche ore dall'alba? Perché non devo poter leggere il mio libro in santa pace, chiudendolo in uno sbuffo stizzito? Perché la tanto agognata metropolitana, le poche fermate che mi condurranno a lavoro e che - si spera - mi consentiranno di leggere almeno un paragrafo, deve invece tramutarsi in un inferno di marmocchiaggine, un intero vagone di mocciosi urlanti in cappellino e tesserino con foto appeso al collo? Di che colore è il telefono che devo chiamare se un fanciullo mi molesta?

sabato 18 aprile 2009

nanoentomofobia

Il piccolo Signor B. investe molto del suo tempo a scacciare quelle mosche fastidiose, suoi amati nemici, che gli zampettano sull'epidermide, che si risollevano in volo ad un suo schiaffo e si ripoggiano da un'altra parte, solleticandolo di nuovo. Il piccolo Signor B., che negli anni si è ricoperto di escrementi, impreca contro questi insetti con l'obiettivo che tutti si accorgano, presto o tardi - è tanto evidente! - che essi, «antropologicamente diversi dal resto della razza umana», non sono poi così legittimati a fare il loro - ammettiamolo - fastidioso lavoro.
A lui fa comodo che gli altarini restino coperti e che si diffonda, soprattutto, la coscienza che debbano esserlo.
Ecco quindi lo scandaloso invito di oggi alle zanzare a non succhiare, cortesemente, il sangue dai veri responsabili del terremoto per poi inzupparne i tipi dei giornali. Non è il caso.
È la stampa di regime bellezza!

mercoledì 15 aprile 2009

...e sticazzi?!!

Ma, dico io, con tutti i problemi che ha il Paese in questo periodo, considerate anche le diecimila scosse telluriche che hanno annientato l'Abruzzo in una settimana, i pennivendoli italici non hanno nient'altro da fare che inseguire quarantasettenni obbrobriose che cantano come usignoli?... la casalinga britannica canta bene!, dicono, e uno sticazzi!! non ce lo vogliamo aggiungere??! non sarebbe l'ora di richiamare all'ordine questi scribacchini?... o si è forse solo bravi, nelle tribune politiche, a scansare accuratamente la trattazione di come certa edilizia abbia tirato su i suoi giganti dai piedi d'argilla, perché, che diavolo!, ci sono circa trecento morti da rispettare e non è il caso, per decenza, di fare polemiche! Non è forse decenza anche impedire che certi dilettanti della penna si dilettino, appunto, in tali scemenze su quotidiani nazionali?!

lunedì 13 aprile 2009

una certaine idée de la religion

Sta bene l'estrosità degli artisti; sta pure bene che all'estero sono liberi di esprimersi, su certi temi, più che da noi (o meglio: diversamente che da noi). Devo però ammettere che quando ho visto il Nazareno spodestato dalla croce e messo su una sedia elettrica ho capito, vittima della mia italianità, perché l'articolo di Repubblica asseriva "Cristo sulla sedia elettrica: la scultura scuote la Francia". Ero sicuro d'aver compreso. Davo quindi per scontato che l'estroso britannico in questione avesse esternato in un museo o in un luogo di cultura alternativa qualsiasi. Macché! guardando le foto ho capito che trattasi nientepopodimeno che la cattedrale di Gap! cioè costui ha esposto in una chiesa! e il vescovo è contento! e i fedeli sono contenti!
Sono scosso, sono troppo italiano per poter comprendere. Ma ci pensate (e nel dire questo bisogna immaginarmi con le mani tra i capelli, gli occhi sgranati e il sorriso retorico) che cosa sarebbe successo nel Bel Paese se un artista si fosse anche solo azzardato a proporre una cosa del genere? Mon Dieu quanto stanno avanti questi francesi!
Rimane ancora un mistero: se è vero quel che dice il vescovo, monsignor Jean-Michel di Falco, ovvero che "quest'opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso" e se è vero che (come riporta Repubblica stessa) i commenti dei fedeli e dei visitatori sono in gran parte favorevoli all'iniziativa, se è vero, cioè, che, sempre come riporta il giornale nostrano, le reazioni sono state "in maggioranza positive", come si spiegano i vari "la scultura scuote la Francia" e "polemiche in Francia"? che i giornalisti de La Republique siano un po' incoerenti?

sabato 21 marzo 2009

Dov'è Dio?

Sono molti gli eventi accaduti nella storia dell'uomo ad ispirarmi questa domanda.
Leggo sul Corriere e su Repubblica che oggi, per la visita papale in Angola, si è deciso di compiere due sacrifici umani: per la ressa di chi voleva assolutamente vedere il sant'uomo, due ragazzi sono morti e i feriti ammontano a otto.
Dov'è Dio? toccherebbe chiederselo un po' più spesso. E magari trarre le giuste conclusioni.
Il buon Ratzy stigmatizza i popoli africani per le loro ridicole credenze in magie e stregoni e poi avalla con serietà ed autorevolezza gli esorcismi. Vorrei chiedergli come si farebbe poi a distinguere se sono posseduto da Belzebù o da un misero Poltergeist.
Dov'è Dio? esorcizzatelo, oggi era evidentemente impegnato con un folletto maligno.