venerdì 29 maggio 2009

...ordine disordinato o disordine ordinato...

«un funambolo può restare in equilibrio solo compiendo costantemente dei movimenti irregolari con la sua asta (lo stesso vale per i movimenti del tutto simili compiuti col manubrio della bicicletta). Se ci si proponesse di perfezionare lo stile del funambolo, afferrandone l'asta e impedendo quei disordinati aggiustamenti, egli perderebbe subito l'equilibrio e precipiterebbe. Abbastanza ovvio, non è vero? Sì, ma solo nel caso dei funamboli e dei ciclisti. In tutti gli altri ambiti di vita siamo ben lontani dal capire che l'ordine senza una componente di disordine diviene pericoloso, poiché soffoca ogni possibilità di ulteriore evoluzione» (Paul Watzlawick)

martedì 19 maggio 2009

Il cavaliere impunito

Riporto l'articolo Il cavaliere impunito, apparso oggi su Repubblica, a firma di Massimo Giannini. Lo trovo meravigliosamente sintetico e lo sottoscrivo parola per parola:

«Come il morto che afferra il vivo, il fantasma della giustizia trascina ancora una volta Silvio Berlusconi nell'abisso. La pubblicazione delle motivazioni della sentenza di condanna dell'avvocato Mills, nel processo per corruzione in atti giudiziari che vede implicato anche il presidente del Consiglio, sarebbe il "de profundis" per qualunque uomo politico, in qualunque paese normale. Non così in Italia. Questo è un Paese dove un'osservazione così banale diventa paradossalmente impronunciabile in Transatlantico o sui media (persino per l'afona opposizione di centrosinistra) pena la squalifica nei gironi infernali dell'"antiberlusconismo" o del "giustizialismo".

Questo è un Paese dove il premier ha risolto tanta parte dei suoi antichi guai giudiziari con leggi ad personam che gli hanno consentito proscioglimenti a colpi di prescrizione, e che si è protetto dall'ultima pendenza grazie allo scudo del Lodo Alfano, imposto a maggioranza poco meno di un anno fa, quasi come "atto fondativo" della nuova legislatura.

Ora, di quell'ennesimo colpo di spugna preventivo si comprende appieno la ragion d'essere. Secondo i giudici milanesi, l'avvocato inglese incassò 600 mila dollari dal gruppo Fininvest per testimoniare il falso nei processi per le tangenti alla Guardia di Finanza e All Iberian. "Mentì per consentire a Berlusconi l'impunità", recita un passaggio delle 400 pagine delle motivazioni. Un'accusa gravissima. Una prova schiacciante. Dalla quale il Cavaliere, guardandosi bene dal difendersi nel processo, ha preferito svicolare grazie al salvacondotto di un'altra legge ritagliata su misura, e ora sottoposta al vaglio della Corte Costituzionale. Perché dietro la formula enfatica che dà il titolo al Lodo Alfano (cioè la "sospensione dei processi per le Alte Cariche dello Stato") è chiaro a tutti che l'unica carica da salvare era ed è la sua. "Riferirò in Parlamento", annuncia ora Berlusconi. Bontà sua. Pronuncerà l'ennesima, violenta invettiva contro le toghe rosse e la magistratura comunista, "cancro da estirpare" nell'Impero delle Libertà. E invece basterebbe pronunciare una sola parola, quella che non ascolteremo mai: dimissioni.»

giovedì 30 aprile 2009

incaute riproduzioni

Mai come alle 9 di mattina su un autobus romano affollato viene da chiederti perché proprio tu, cauto scapolo senza prole, debba sorbirti i fastidiosi, rumorosi frutti delle incaute riproduzioni altrui. Perché io, ben lungi dall'accoppiarmi così da riprodurmi, debbo essere infastidito da una frotta di marmocchietti tutti uguali che strillano senza tregua mor-ra ci-ne-se! mor-ra ci-ne-se! a poche ore dall'alba? Perché non devo poter leggere il mio libro in santa pace, chiudendolo in uno sbuffo stizzito? Perché la tanto agognata metropolitana, le poche fermate che mi condurranno a lavoro e che - si spera - mi consentiranno di leggere almeno un paragrafo, deve invece tramutarsi in un inferno di marmocchiaggine, un intero vagone di mocciosi urlanti in cappellino e tesserino con foto appeso al collo? Di che colore è il telefono che devo chiamare se un fanciullo mi molesta?

sabato 18 aprile 2009

nanoentomofobia

Il piccolo Signor B. investe molto del suo tempo a scacciare quelle mosche fastidiose, suoi amati nemici, che gli zampettano sull'epidermide, che si risollevano in volo ad un suo schiaffo e si ripoggiano da un'altra parte, solleticandolo di nuovo. Il piccolo Signor B., che negli anni si è ricoperto di escrementi, impreca contro questi insetti con l'obiettivo che tutti si accorgano, presto o tardi - è tanto evidente! - che essi, «antropologicamente diversi dal resto della razza umana», non sono poi così legittimati a fare il loro - ammettiamolo - fastidioso lavoro.
A lui fa comodo che gli altarini restino coperti e che si diffonda, soprattutto, la coscienza che debbano esserlo.
Ecco quindi lo scandaloso invito di oggi alle zanzare a non succhiare, cortesemente, il sangue dai veri responsabili del terremoto per poi inzupparne i tipi dei giornali. Non è il caso.
È la stampa di regime bellezza!

mercoledì 15 aprile 2009

...e sticazzi?!!

Ma, dico io, con tutti i problemi che ha il Paese in questo periodo, considerate anche le diecimila scosse telluriche che hanno annientato l'Abruzzo in una settimana, i pennivendoli italici non hanno nient'altro da fare che inseguire quarantasettenni obbrobriose che cantano come usignoli?... la casalinga britannica canta bene!, dicono, e uno sticazzi!! non ce lo vogliamo aggiungere??! non sarebbe l'ora di richiamare all'ordine questi scribacchini?... o si è forse solo bravi, nelle tribune politiche, a scansare accuratamente la trattazione di come certa edilizia abbia tirato su i suoi giganti dai piedi d'argilla, perché, che diavolo!, ci sono circa trecento morti da rispettare e non è il caso, per decenza, di fare polemiche! Non è forse decenza anche impedire che certi dilettanti della penna si dilettino, appunto, in tali scemenze su quotidiani nazionali?!

lunedì 13 aprile 2009

una certaine idée de la religion

Sta bene l'estrosità degli artisti; sta pure bene che all'estero sono liberi di esprimersi, su certi temi, più che da noi (o meglio: diversamente che da noi). Devo però ammettere che quando ho visto il Nazareno spodestato dalla croce e messo su una sedia elettrica ho capito, vittima della mia italianità, perché l'articolo di Repubblica asseriva "Cristo sulla sedia elettrica: la scultura scuote la Francia". Ero sicuro d'aver compreso. Davo quindi per scontato che l'estroso britannico in questione avesse esternato in un museo o in un luogo di cultura alternativa qualsiasi. Macché! guardando le foto ho capito che trattasi nientepopodimeno che la cattedrale di Gap! cioè costui ha esposto in una chiesa! e il vescovo è contento! e i fedeli sono contenti!
Sono scosso, sono troppo italiano per poter comprendere. Ma ci pensate (e nel dire questo bisogna immaginarmi con le mani tra i capelli, gli occhi sgranati e il sorriso retorico) che cosa sarebbe successo nel Bel Paese se un artista si fosse anche solo azzardato a proporre una cosa del genere? Mon Dieu quanto stanno avanti questi francesi!
Rimane ancora un mistero: se è vero quel che dice il vescovo, monsignor Jean-Michel di Falco, ovvero che "quest'opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso" e se è vero che (come riporta Repubblica stessa) i commenti dei fedeli e dei visitatori sono in gran parte favorevoli all'iniziativa, se è vero, cioè, che, sempre come riporta il giornale nostrano, le reazioni sono state "in maggioranza positive", come si spiegano i vari "la scultura scuote la Francia" e "polemiche in Francia"? che i giornalisti de La Republique siano un po' incoerenti?

sabato 21 marzo 2009

Dov'è Dio?

Sono molti gli eventi accaduti nella storia dell'uomo ad ispirarmi questa domanda.
Leggo sul Corriere e su Repubblica che oggi, per la visita papale in Angola, si è deciso di compiere due sacrifici umani: per la ressa di chi voleva assolutamente vedere il sant'uomo, due ragazzi sono morti e i feriti ammontano a otto.
Dov'è Dio? toccherebbe chiederselo un po' più spesso. E magari trarre le giuste conclusioni.
Il buon Ratzy stigmatizza i popoli africani per le loro ridicole credenze in magie e stregoni e poi avalla con serietà ed autorevolezza gli esorcismi. Vorrei chiedergli come si farebbe poi a distinguere se sono posseduto da Belzebù o da un misero Poltergeist.
Dov'è Dio? esorcizzatelo, oggi era evidentemente impegnato con un folletto maligno.

giovedì 19 marzo 2009

Mai detto questo: dieci citazioni arcinote e inesatte

Traduco l'articolo Never said it: 10 famously inaccurate quotes pubblicato da Daniel Filkenstein sul suo blog:

Facendo seguito al mio post su Voltaire e la sua falsa affermazione «Non sono d'accordo con quel che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo», ecco altri dieci noti personaggi che non hanno mai pronunciato ciò che più frequentemente viene loro attribuito:

Sherlock Holmes: Elementare, mio caro Watson!
Eccezion fatta per il fatto che non lo è. Il più noto residente di Baker Street non ha mai usato queste parole nei libri originali. Nondimeno, nulla ha vietato ai suoi interpreti sullo schermo di farlo.

Edmund Burke: Tutto ciò che è necessario per il trionfo del bene, è che gli uomini di bene non facciano nulla
E nulla è esattamente ciò che lo statista in questione ha a che fare con questa frase. Bisogna prendersela con il libro Bartlett's Familiar Quotations per la prima erronea attribuzione. Quelle parole non appaiono in alcun lavoro di Burke.

Benjamin Franklin: Al mondo non c'è nulla di certo, tranne la morte e le tasse
Franklin potrebbe aver fatto sua la frase ma, diversamente da tanti altri motti di spirito, non è stato lui a tirarla fuori. Secondo una fonte, Christopher Bullock fu il primo a metterla nero su bianco. Nel 1716 egli scrisse «È impossibile essere certi d'alcunché, meno che la Morte e le Tasse».

G.K. Chesterton: Quando la gente smette di credere in Dio, non è vero che non crede in niente, perché crede in tutto
Ma non dovrebbe credere che Chesterton l'abbia detto sul serio.

John Maynard Keynes: Quando cambiano i fatti, cambiano le mie opinioni. Lei che fa signore?
Keynes
potrebbe anche essere l'uomo del momento, ma fate attenzione prima di usare questa frase. Samuel Brittan è tra coloro che credono che Keynes non l'abbia mai detta, relegandola ad un banale errore d'attribuzione. La frase in questione, insiste Brittan, fu probabilmente «Quando cambio idea io lo dico; e voi?»

Casablanca: Suonala ancora Sam
Più passa il tempo e sempre più persone credono che Ingrid Bergman abbia usato questa frase in Casablanca. Peccato che non l'abbia mai fatto.

Vladimir Lenin: Utili idioti
La formula potrebbe essere entrata nel lessico politico dell'Unione Sovietica ma non c'è nessuna indicazione che provenisse da Lenin. La stessa Library of Congress ha dichiarato pubblicamente che non v'è traccia di essa nei lavori di Lenin.

Jim Callaghan: Crisi, quale crisi?
Questa si deve al Sun. Il loro titolo tagliente potrebbe aver riassunto lo stato d'animo generale all'epoca, ma ha anche addossato a Callaghan ciò che egli non ha mai detto.

Platone: Solo i morti hanno visto la fine della guerra
Questa frase apre in maniera memorabile il film Black Hawk Down ma, nonostante la forma d'epigramma, non ha niente a che vedere con Platone. Invece l'ha messa nera su bianco George Santayana nel suo Soliloquies in England del 1924. Il generale Douglas MacArthur è responsabile d'aver fuorviato l'intero corpo dei cadetti dell'accademia di West Point, citandola nel suo discorso d'addio del 1962.

Winston Churchill: Mostratemi un giovane conservatore e io vi mostrerò qualcuno senza cuore. Mostratemi un vecchio liberale e vi mostrerò qualcuno senza cervello
Nessuno può accusare Churchill di porci dei limiti sul fronte delle ottime citazioni. Ma questa famosa frase, declinata in diverse varianti, non è una delle sue creazioni. Il dibattito su chi l'ha tirata fuori per primo è ancora acceso. George Bernard Shaw? Disraeli? Otto von Bismarck? Le vostre risposte su una cartolina postale.

bigbillbroonzyzation

In una stanzetta di un quinto piano... sotto un cielo plumbeo pieno di nubi arruffate... guardando il totem rosso e bianco che si erge in mezzo ad un mare d'erba e cerca di acchiappare chissà che, con le sue grandi orecchie grigie e cilindriche... nell'aria gonfia di fredda elettricità, due ali nere che battono lontane e fuggono via... non si può fare altro che bigbillbroonzyzzarsi, contemplando la caducità della vita...

domenica 15 marzo 2009

il peso della famiglia

Tu conosci una ragazza, la trasformi in tua moglie, te la carichi sulle spalle e affronti un percorso ad ostacoli che, tra mille difficoltà, ti condurrà alla meta. O così si spera.
Non è facile, ovviamente; tanti sono gli inconvenienti che si incontrano sulla strada, ma bisogna affrontarli con tenacia, tenendosi ben stretti l’uno all’altro, cercando di non cadere.
La forza collante dell’amore può fare miracoli, d’altronde.
La prova da affrontare non è banale: bisogna che tu sostenga la tua donna, che tu sia forte e bravo a reggere gli alti e bassi, verso un sicuro traguardo di felicità. Per tutta la durata di questa magnifica avventura non devi mai abbandonare la tua dolce metà, pena perdere la partita. Devi stare molto attento a che lei non incorra in pericoli e possa farsi male o ferirsi. È facile che, per una debolezza del momento, le cose vadano a rotoli. D’altronde si sa come sono le mogli: un colpo di testa e i giochi sono fatti.
Abbi cura di lei, difendila, proteggila, tienila legata a te e vedrai che vincerai questa importante sfida!
Ah, ti verrà a costare 50 euro circa. Devi fare tutti i 253 metri e mezzo nel minor tempo possibile ed è meglio che la tua signora metta un casco (non si sa mai). Ti dò una dritta: lo stile migliore è quello estoniano. Allenati.
Attento perché si può essere squalificati facilmente.
Si vince una coppa.
E sì, perché di che credi che stia parlando? Si tratta di quello che io reputo il terzo gioco più scemo del mondo dopo il lancio del nano e il chess-boxing: il wife-carrying è apprezzatissimo in tutta la Scandinavia.

Quando si dice il peso della famiglia!

the grave



And the rain fell like pearls on the leaves of the flowers
Leaving brown, muddy clay where the earth had been dry.
And deep in the trench he waited for hours,
As he held to his rifle and prayed not to die.

venerdì 13 marzo 2009

paraskavedekatriaphobia

"Gioacchino Rossini was surrounded to the last by admiring and affectionate friends; and if it be true that, like so many other Italians, he regarded Friday as an unlucky day, and thirteen as an unlucky number, it is remarkable that on Friday, the 13th of November, he died."
(Henry Sutherland Edwards, The Life of Rossini)

giovedì 12 marzo 2009

il mondo che verrà

È solo rimandata, l'Apocalisse prospettata da Fo, e la catastrofe, cui toccherà offrire un amaro benvenuto, avverrà senz'altro e ci coglierà necessariamente impreparati, vista la sordità da cui siamo afflitti verso le questioni ambientali. Un agrodolce inno all'ecologia, il racconto vivido di un'esperienza onirica, un'"opera buffa" sul mondo e sugli uomini destinati a cambiare, per via dell'esaurimento dell'oro nero. Il brillante e rassegnato saggio di un grande intellettuale, avvilito per la cecità dell'umanità, che corre verso il baratro come un branco impazzito di gnu.

lunedì 9 marzo 2009

buonanotte Vincent

Buonanotte con una canzone bellissima:



And when no hope was left in sight
On that starry, starry night,
You took your life, as lovers often do.
But I could have told you, Vincent,
This world was never meant for one
As beautiful as you.

laico, se lo conosci, lo eviti!

omofobia kebabbara

Ieri mi viene voglia di kebab, vado a prenderlo dall'egiziano sotto casa. Entra un ragazzetto, avrà avuto vent'anni, prende un pezzo di pizza, paga e se ne va. L'arabo mi fa: «Vedere gli "uomini-sessuali" mi offende sempre».
Accenno un sorriso e mi chiedo, conoscendomi, se riuscirò a sottrarmi alla tenzone dialettica, se potrò evitare di ficcarmi a testa dritta in uno scontro culturale tra oriente ed occidente.
«Come fai a sapere che è omosessuale?».
«La mia esperienza con il pubblico e poi» indica le tempie «ho i capelli bianchi».
«Be', ma non si può controllare» provo a ribattere.
Sono io l'ignorante. Lui mi spiega che alla TV araba (ah, certe perle di saggezza che ci perdiamo) hanno detto che probabilmente l'omosessualità dipende dal toccarsi le parti intime a scuola, tra maschietti. Mi comunica altresì che quando si entra da lui, a chiedere la pizza, non c'è atteggiamento soft che tenga, bisogna essere maschi, andare dritti e sicuri: «dammi questo pezzo qui!».
Peccato, il kebab non era male.

ritratto

«...un popolo di inetti, un popolo di zozzoni disorganizzati, inefficienti, caciaroni, pigri e incapaci che si fanno fottere e derubare da tutti i loro capoccia... vivono immersi nelle lordure... con stipendi da fame... ma basta che gli ammolli un festival di canzoni, un po' di telenovele... e loro, 'sti italioti, sono felici come coglioni in brodo.»
(Dario Fo, L'apocalisse rimandata)

sabato 7 marzo 2009

aleatorietà

Quello che mi sorprende sempre di Roma è il carattere aleatorio delle destinazioni. Si sale su un mezzo e non si sa se si seguirà la via prefissata, se si potrà scendere dove previsto. Il bus a un certo punto cambia tragitto, gira a destra; una signora dal fondo, perplessa, si fionda dritta come un siluro verso l'autista urlando indignata "scusi, ma perché ha deviato?".
"C'è la manifestazione!" rispondono tutti in coro. Lei fa il broncio, inghiottisce gli insulti al conducente e se ne ritorna al proprio posto. Godiamoci l'ennesimo panorama di una strada mai vista prima.

sono contento

Sono contento, sono contento. Sono contento che Talebatzinger e i suoi seguaci si ostinino a manifestare il loro ridicolo credo con atti sensazionali come la scomunica. Sono contento perché, così facendo, si allontanano sua sponte dal resto della società, inghiottiti sempre più nel loro piccolo mondo alla rovescia. Spero che la Chiesa collassi presto su sé stessa, lo spero di cuore.
Leggo sul Corriere che una bambina brasiliana di 9 anni ha subito le violenze del patrigno per ben 3 anni (cioè da quando ne aveva 6). Alla fine la piccola è rimasta incinta di 2 gemelli e i medici, per salvarle la vita, l'hanno fatta abortire. Ovviamente quella dei medici è stata una lodevole iniziativa, nel pieno rispetto della deontologia professionale e del giuramento di Ippocrate. Ebbene, l'alto prelato brasiliano, tal monsignor Sobrinho, ha scomunicato i dottori perché, a suo parere (ovviamente suffragato dai vertici della Chiesa) essi avrebbero fatto una "scelta di morte". Ora, a parte che se io fossi un chirurgo, della scomunica della Chiesa me ne importerebbe cippa (anzi, mi farebbero il favore di cancellarmi gratis dai loro registri); a parte frasi oltraggiose della laicità di un paese come "la legge di Dio è superiore a qualunque legge umana", che puntano a delegittimare l'impianto giuridico e pertanto sono da rispedire al mittente; a parte tutto questo, come si può pensare che scegliere di salvare una bambina di 9 anni significhi optare per la morte? Qual è il modello di vita e di società cui si rifà questa ridicola istituzione? una mandria di obbedienti infelici? Be', sono contento che il mondo laico rifiuti di realizzare questo modello. Sono contento che vi si opponga con fermezza.

venerdì 6 marzo 2009